L'ex soprintendente sotto accusa IL PM del tribunale di Torino, Nicoletta Quaglino, ha chiesto oggi nove mesi di reclusione per l'ex sovrintendente del museo Egizio del capoluogo piemontese, Anna Maria Donadoni Roveri, che deve rispondere di una serie di ritardi nella messa a norma delle misure antincendio: secondo la procura, la donna è responsabile di un reato doloso, l'omissione volontaria di cautele contro gli incidenti. Sempre sulla base dei riscontri della magistratura, al Museo Egizio i problemi legati alla sicurezza erano noti, ma i provvedimenti vennero presi con ritardo. Alla sovrintendente, che ora è in pensione, è contestato anche il mancato investimento del denaro assegnato dal ministero per i beni culturali nel 1998: l'equivalente attuale di un miliardo e 199 milioni di lire, spesi solo in minima p arte. La donna respinge ogni accusa. Per cinque volte il Ministero avrebbe scritto all'egittologa per sapere se il denaro fosse stato utilizzato, senza però ottenere risposta. Era il 1998, e quattro anni dopo, ad aprile del 2002, sempre secondo i pm, il Museo Egizio non era ancora al sicuro dal pericolo del fuoco. Mancavano, secondo il capo di imputazione, "impianti e apparecchi destinati a prevenire disastri e infortuni sul lavoro" nonostante la soprintendente avesse presentato, a dicembre del 1997, il progetto ai Vigili del Fuoco.