"Dopo oltre vent'anni di attesa, è lotta contro il tempo per acquisire la parte ancora privata del rinascimentale Palazzo Altemps, una delle sedi del Museo nazionale romano e gioiello storico fra i più rinomati della città". "Venduta il 22 febbraio per 27,6 milioni di euro a un gruppo di otto società, tutte costituite un mese prima del rogito, tutte con capitale di appena 10 mila euro e tutte di nome 'Giglio srl' passerà ufficialmente di mano il 23 aprile, data entro la quale lo Stato può esercitare il suo diritto di prelazione all'acquisto. Ma bisogna fare in fretta: più della metà dei 60 giorni a disposizione del ministero dei Beni Culturali per sostituirsi al compratore privato e rilevare l'ala mancante, circa un quarto dell'edificio a ridosso di piazza Navona, è ormai sfumato. Eppure, in novembre, allorché la proprietà manifestò la sua intenzione a vendere, l'Agenzia del Demanio si mostrò talmente interessata da procedere a una serie di sopralluoghi e alla ricerca dei finanziatori. Subito individuati in alcuni istituti di credito, disposti a versare per conto dello Stato i 27 e'passa milióni della compravendita in cambio dell'uso di parte dei locali per gli anni necessari a compensare la somma erogata. Le banche, in sostanza, avrebbero affittato gli spazi ricostruiti al ministero dei Beni culturali, il quale avrebbe così completato la sistemazione del .polo museale vagheggiata sin dal 1982, che già ospita la straordinaria collezione Boncompagni Ludovisi". Ma proprio in dirittura d'arrivo - conclude La Repubblica - si registrano vistosi ritardi. La vendita alia blindatissima galassia 'Giglio srl' è stata infatti correttamente notificata alla Soprintendenza per i beni architettonici il 2 marzo, sei giorni dopo la firma del rogito. Però alla Soprintendenza del Lazio, deputata ad avviare la procedura per la prelazione all'acquisto da parte dello Stato, sarebbe statasicoinunicata 2 giorni dopo, il 28 marzo. Quasi quattro settimane per passare da un ufficio all'altro. E ora, per non perdere Palazzo Altemps, è conto alla rovescia". Anche gli esponenti politici si esprimono sulla questione. "E gravissimo che Palazzo Altemps, una delle costruzioni più belle di Roma, collocato nel cuore del centro storico sia venduto a privati". Lo dichiarano i deputati della Margherita, Riccardo Villari e Roberto Giachetti, a proposito della vendita di Palazzo Altemps a privati. "Palazzo Altemps - continuano i due esponenti DI -rappresenta uno dei gioielli del patrimonio architettonico e culturale della città e non è accettabile che, a causa di operazioni finanziarie quantomeno maldestre, sia ceduto a privati. E scandaloso che questo bellissimo edificio rinascimentale sia sottratto alla città pe[ la negligenza o le spe-cà'fazioni di qualcuno. Le istituzioni competenti si attivino immediatamente, con tutti i mezzi necessari, per evitare che un pezzo del patrimonio storico di Roma sia liquidato 'frettolosamente' ed in maniera poco chiara. Sarebbe un danno enorme per la città e i romani".
Polemiche sulla vendita di Palazzo Altemps
Il Palazzo Altemps, un rinomato museo di Roma, è stato venduto a un gruppo di otto società private per 27,6 milioni di euro. Il gruppo, chiamato "Giglio srl", ha un capitale di solo 10 mila euro. Il ministero dei Beni Culturali ha il diritto di prelazione all'acquisto entro il 23 aprile, ma la maggior parte del tempo è scaduto. L'Agenzia del Demanio aveva inizialmente mostrato interesse alla vendita, ma le banche hanno affittato gli spazi al ministero per compensare la somma erogata. Tuttavia, la vendita è stata notificata alla Soprintendenza per i beni architettonici solo il 2 marzo, sei giorni dopo la firma del rogito.
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