Il Comune metterà a disposizione dei writer alcuni muri. Banditi i messaggi politici e di protesta II Comune di Roma "adotta" i writer. Armati di bomboletta spray e con una regolare "licenza", nei prossimi mesi, gli amanti dei murales potranno esprimere liberamente la propria arte senza correre il rischio di essere denunciati. Ma solo negli spazi consentiti. Sarà questo, infatti, il progetto che l'assessorato alle politiche educative e scolastiche del comune di Roma in collaborazione con l'ufficio decoro urbano avvierà nei prossimi tempi. Un'iniziativa che permetterà agli artisti di strada di poter esibire l'"Areosol Art" (così viene chiamata la pratica di dipingere sui muri) in maniera del tutto legale. Murales e tag (le firme con cui i gruppi si identificano) abbelliranno i muri della città senza il rischio di incorrere in atti vandalici. «Vorremo individuare degli spazi in tutti i municipi di Roma - annuncia Maria Coscia, assessore alle politiche educative e scolastiche - che siano compatibili con il decoro urbano della città e che al tempo stesso permettano ai giovani di esprimere la propria fantasia». «Perché c'è graffitti-smo e graffittismo - ci tiene a sottolineare l'assessore - è vero ci sono le scritte vandaliehe che imbrattano strade e monumenti, che mostrano frasi offensive e di cattivo gusto, ma ci sono anche i murales, attività artistiche con cui il giovane si sente libero di esprime la propria creatività». 1 muri sui quali i writer si potranno scatenare saranno man mano individuati dal Comune in spazi al di fuori del centro storico e gli artisti, forniti di nersonale autorizzazione, si dovranno attenere a delle regole ben precise: nessuna scritta oscena o contraria alla morale, nessun messaggio di protesta odi appartenenza politica. «Già da un paio di mesi - spiega la Coscia - in alcune scuole medie e superiori della città sono stati messi a disposizione degli spazi appositi con molto successo. E così anche nel IX e nel X municipio dove alcuni muri sono stati abbelliti da disegni e murales». Se per qualcuno, infatti, quelle scritte colorate che rivestono strade, metropolitane, cartelloni pubblicitari, muri e quant'altro sono geroglifici pressoché incomprensibili, per altri, specie per i più giovani, il graffittismo è un forma d'arte vera e propria. «E'un modo per affermare se stessi nel mondo - spiega Diego Riccardi, 19 anni del liceo Cavour - una forma d'amore e di protesta allo stesso tempo». E aggiunge Flavia, 16 anni, del liceo Enriquez di Ostia. «Quando non lo si fa solo per moda, può essere liberatorio. Come dire, scrivi su un muro e lasci il segno. Fai vedere agli altri che sei passato di lì». Ma non solo. «E' necessario che nei ragazzi cresca l'idea di appartenere alla città prosegue la Coscia - di rispettarne gli spazi, specie quelli storici. Per questo già da qualche anno con 300 scuole di Roma dall'infanzia alle superiori, abbiamo avviato il progetto "adotta un monumento". Un'iniziativa grazie alla quale i ragazzi adottano i luoghi del proprio quartiere, ne conoscono la storia, avviano percorsi didattici, ma si impegnano anche affinchè rimangano curati».
Caccia agli spazi per l'arte underground
Il Comune di Roma ha deciso di mettere a disposizione degli artisti di strada alcuni muri per esprimere la propria arte senza correre il rischio di essere denunciati. Il progetto, avviato in collaborazione con l'ufficio decoro urbano, permetterà ai murales e ai tag di abbellire i muri della città in maniera legale. Gli artisti dovranno attenere a delle regole precise, come non scrivere messaggi osceni o di protesta, e dovranno ottenere l'autorizzazione del Comune. Il progetto è stato già provato in alcune scuole medie e superiori della città, con successo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo