UN MILIONE DI EURO fino ad ora la cifra raccolta dal Teatro Comunale per arginare la crisi provocata dai gravi tagli al Fus (Fondo unico per lo spettacolo): 500mila dalla Fondazione Carisbo, 200mila dalla Fondazione del Monte e 300mila da Unipol, le quote già certe. A cui si aggiungono, per l'anno prossimo, i 250mila euro promessi dalla Regione, che si sommano al milione e 350 mila già stanziato. Ancora lontana la quota necessaria a pareggiare il bilancio (4 milioni e mezzo di euro il disavanzo), ma il settimo titolo e l'inaugurazione della stagione in autunno sono garantiti. Soddisfatto il sindaco Sergio Cofferati per la forte risposta della città, soddisfatto, ma più prudente, il sovrintendente Stefano Mazzonis, ancora molto impegnato a «battere tutte le strade battibili» per raggiungere nuovi obiettivi. «Sono contento di questo primo risultato», comunica il sindaco: «Grazie ai contributi straordinari messi a disposizione dalle Fondazioni e dalle aziende sarà possibile aggiungere un titolo e fare l'inaugurazione della stagione 2006-2007 quest'anno: l'impegno di Unipol dovrebbe servire a realizzare il settimo titolo». «Si riducono le difficoltà che avevamo segnalato - precisa il sindaco - ma il percorso di ricostruzione della normalità è ancora lungo, ci si arriverà solo quando sarà modificata la legge sulle fondazioni liriche con l'adozione del modello anglosassone e quando cambieranno i criteri di ripartizione del Fus, in senso qualitativo». Cofferati si sofferma anche sul contributo della Regione: «Oltre i 50 mila euro già stanziati, si aggiungerà un'ulteriore piccola quota, poi 250mila euro l'anno prossimo. Per quanto riguarda la posizione del Comune, lo sapremo a giugno, al momento della verifica di bilancio». «La «disponibilità della Provincia, infine, è relativa ad un rapporto di produzionepromozione sul territorio». Segnali sono arrivati anche da Hera che «ha dato qualcosa», comunica Mazzonis, e dalla Fiera di Bologna. Nonancora quantificate neanche le cifre di Camst e Legacoop, slegate da Unipol, che comunque «contribuiranno». «È un lavoro che prosegue - insiste il sovrintendente - mancano ancora tanti soldi; dobbiamo avere risposte anche dagli industriali privati. Messe insieme tutte le cifre sono importanti». Mazzonis spera anche in qualche intervento a livello nazionale: «Sono state fatte molte promesse sia da destra che da sinistra...». Ma non dimentica quando il ministro Rocco Buttiglione, arrivato a Bologna come spettatore de «La traviata» la sera della prima, gli assicurò che non ci sarebbero stati tagli al Fus, comunicati, «imprevedibilmente» un mese dopo. «In qualche modo si dovrà intervenire - ribadisce il sovrintendente - l'Italia è sempre un paese sorprendente, ma sarà molto difficile per un nuovo governo attuare una riforma integrale dello spettacolo a breve, sono necessari tempi tecnici». Diffusa la convinzione che i risparmi necessari il teatro di Bologna li abbia fatti tutti: «Quando, come nel caso del Comunale, su un budget totale di 28 milioni gli allestimenti pesano meno di 5milioni, e quando l'organico è inferiore al necessario, si parla di un teatro virtuoso», l'opinione di Gianni Roversi, membro del cda nominato dal ministero dei Beni culturali. Che conclude: «Necessario che dalle contribuzioni straordinarie, erogate per l'emergenza, si passi ad una contribuzione continuativa: importanti, in questo senso, le due distinte proposte di legge di An e Ds che dovrebbero portare ad una contribuzione specifica della Regione al Comunale di Bologna, come avviene in altri casi».