Palazzo Carignano chiuso per due anni, verrà riallestito interamente il percorso di visita. La Compagnia di S. Paolo finanzierà l'intervento per risistemare l'edificio con 5 milioni di euro Da lunedì prossimo il Museo Nazionale del Risorgimento di Palazzo Carignano chiuderà per almeno due anni, al fine di avviare le opere di riallestimento del suo percorso museale, finanziate dalla Compagnia di San Paolo, presieduta da Franzo Grande Stevens. E' pronta a sostenere il progetto con 5 milioni di euro, dei quali sono già stati stanziati 1 milione e 647 mila euro. Si affiancano ai 4 milioni di euro messi a disposizione dallo Stato, ai quali si aggiungono il milione e 200 mila euro offerti dalla Regione. I fondi serviranno a dotare il museo di nuova impiantistica. Ma soprattutto aggiorneranno l'intero impianto espositivo. Spiegherà come e perché gli italiani divennero nazione, fra altri popoli alla ricerca della propria identità. Un percorso spettacolare e multimediale narrerà la storia del Paese a fronte delle «grandi rivoluzioni» avvenute sull'intero pianeta, dalla presa della Bastiglia all'insurrezione di Boston, dalle innovazioni che in Inghilterra trasformarono l'industria fino alle tecniche e alle macchine che mutarono agricoltura e trasporti, incentivando quello sviluppo demografico e sociale che ha creato la nostra civiltà. I cantieri realizzeranno un progetto a suo tempo messo a punto dalla Fiat Engeenering, che viene ora ripreso dalla Maire Engeenering. Mentre la grande macchina che rivoluzionerà i contenuti divulgativi del Museo nasce dal pensiero del suo presidente, il professor Umberto Levra. «E' con soddisfazione - nota la Soprintendente ai Beni Artistici Carlenrica Spantigati - che vediamo infine avviare i lavori che aggiorneranno il Museo del Risorgimento, sia negli spazi, sia nelle sue idee-guida». Sono state identificate dagli storici e tra loro raccordate, per utilizzarne non più di una per sala, evocata da oggetti altamente simbolici. Il resto sarà narrato da musica, teatro, cinema, ipertesti. «Si tratta di un intervento molto articolato» assicura Spantigati. «S'integrerà nel recupero complessivo di Palazzo Carignano, che verrà arricchito con le sue due anime: quella di residenza storica dei principi di Carignano e quella di scrigno di memorie patrie». Il Museo del Risorgimento prevede di concludere gli interventi in due anni. Quanto ci vorrà per aprire gli appartamenti dei Principi Carignano? «Se non ci saranno problemi, cercheremo di avere tempi altrettanto rapidi». Lunedì prossimo, 3 aprile 2006, diverrà una data storica per il Museo. Sarà il giorno in cui il suo impianto attuale, ancora memore degli allestimenti di Italia 61, incomincerà ad essere rimosso. Nei prossimi mesi le sale saranno progressivamente svuotate e i loro cimeli verranno trasferiti nei magazzini. Rimarrà aperta agli studiosi solo la biblioteca. Ma la direzione del Museo cercherà di non perdere i contatti con il pubblico. Durante il periodo di chiusura organizzerà alcune mostre. Appena i locali saranno sgomberati prenderanno avvio i lavori di rifacimento dell'impiantistica. Aggiorneranno i sistemi antincendio, aggiungeranno un impianto di condizionamento dell'aria e riqualificheranno le luci, come hanno richiesto diversi visitatori nel corso delle recenti Olimpiadi. Durante i giochi di Torino il museo, per quanto datato, ha raccolto lusinghieri giudizi. E' stato visitato anche dalla moglie del premier britannico Blair e ha visto affluire nelle sue sale circa 500 visitatori al giorno, pari al 40 per cento di ingressi in più.