Presentato il piano di recupero e restauro dei libri di Bagdad Come risorgere dall'eccidio della memoria e dal tentativo di cancellazione della cultura di un popolo, già dilaniato dalla guerra? Alla ricostruzione dell'identità storica e della vitalità culturale dell'Iraq stanno lavorando i bibliotecari della Casa dei libri di Bagdad grazie ad un progetto attivato dall'associazione "Un ponte per", presentato ieri a Bologna. Cominciato nel 2004 il progetto ha l'obiettivo di ricostruire l'immenso patrimonio della Biblioteca nazionale irachena, letteralmente distrutto durante l'incursione delle truppe statunitensi e multinazionali, nell'aprile di tre anni fa. Dopo i primi interventi di inventario dei volumi e fornitura di materiali, si sta procedendo al difficile restauro di libri e documenti recuperati da allagamenti, incendi ed esplosioni. Una vera sfida, che, grazie al sostegno delle regioni Toscana e Lombardia, della Biblioteca nazionale di Firenze e con il contributo di altri enti locali e privati cittadini, sta diventando realtà. «In questi mesi racconta Marco Capolupo di "Un ponte per" cinque bibliotecari iracheni, tre donne e due uomini, sono stati a Firenze e in altre città italiane ad apprendere tecniche di restauro, per utilizzarle poi nella loro biblioteca, formare a loro volta altri restauratori e mettere in piedi un laboratorio permanente». «VORREMO riuscire a riportare alla luce tutti i volumi» si augura Mazen Ismail, uno degli impiegati della Casa dei libri formati in Italia: «In due soli giorni, tre anni fa, sono stati distrutti musei, scuole, e le più importanti istituzioni culturali del Paese, come il museo nazionale e la Casa della saggezza. Quest'ultima, che custodisce antichi manoscritti, è stata rasa al suolo». LA CASA dei libri è diventata un rudere, è stata incendiata più volte. «Noi abbiamo provato a mettere i libri in salvo in un sotterraneo racconta Ismail ma qualcuno li ha scoperti e ha allagato tutto». Nel tempo, e con tanto lavoro, quei cumuli di carta bagnata e bruciata dovranno tornare a raccontare storie, idee, pensieri, e testimonianze di una civiltà millenaria. Intanto, l'edificio rimesso a posto, riarredato e dotato di personal computer grazie alle prime fasi del progetto, è sorvegliato da una quarantina di uomini armati. «Anche il dipartimento che raccoglieva i microfilm dell'archivio ha subito danni gravissimi aggiunge Nahid Mahdi (nella foto Schicchi), una giovane bibliotecaria del gruppo stiamo lavorando anche su questo. Dobbiamo molto alle istituzioni e ai cittadini italiani che ci hanno aiutati, ma c'è ancora molto da fare. Noi ce la stiamo mettendo tutta, ma, per raggiungere il nostro obiettivo, si stanno raccogliendo altri finanziamenti». Nel frattempo, come ci informa Nadia D'Arco della sede bolognese di "Un ponte per", si cerca di realizzare una rete tra la Casa dei libri irachena e le biblioteche della Penisola. «A Bagdad fa sapere hanno realizzato un sito internet e l'intento è quello di metterlo in collegamento con quelli delle biblioteche italiane e di altri Paesi. L'accesso diretto alla cultura mesopotamica è un passo doveroso verso la conoscenza reciproca, che è un importante presupposto per costruire la pace». «UN PONTE PER» www.unponteper.it.
Dall'Iraq all'Italia per la pace Così gli angeli della cultura ricostruiscono le biblioteche
Un progetto di recupero e restauro dei libri della Biblioteca nazionale irachena, distrutta durante l'incursione delle truppe statunitensi e multinazionali, è stato presentato a Bologna. Il progetto, iniziato nel 2004, ha l'obiettivo di ricostruire l'immenso patrimonio della biblioteca. I bibliotecari iracheni hanno ricevuto formazione in Italia per utilizzare tecniche di restauro e hanno creato un laboratorio permanente. Il progetto è stato sostenuto dalle regioni Toscana e Lombardia, dalla Biblioteca nazionale di Firenze e da altri enti locali e privati cittadini.
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