Firmato il protocollo d'intesa per l'istituzione del «Museo del Novecento e del Contemporaneo». Collezioni permanenti e produzioni originali. L'assessore Duce: «Contiamo di aprire entro l'anno» Sassari è il Nord Sardegna avranno un nuovo spazio per l'arte e la cultura. E' il Museo del Novecento e del Contemporaneo, che sorgerà nell'ex convento del Carmelo, restaurato dalla Provincia con fondi comunitari, un edificio storico di grande suggestione che sorge al centro della città, vicino al mercato civico. La nascita del Museo del Novecento e del Contemporaneo è stabilita nel protocollo d'intesa sottoscritto dalla giunta regionale, dal Comune di Sassari, dalla Fondazione Banco di Sardegna, dalla Camera di Commercio di Sassari. L'impegno comune e la collaborazione tra le cinque istituzioni hanno creato le premesse per la realizzazione della struttura museale. «Il museo dice l'assessore regionale alla Cultura Elisabetta Pilia fa parte di un progetto culturale più ampio, rivolto alla crescita dell'offerta artistico-culturale del Nord Sardegna e contribuirà a qualificare il costituendo sistema museale provinciale, rappresentando una occasione di stimolo e crescita per i residenti e anche un importante attrattore per il turismo». Il museo offrirà dunque uno sguardo approfondito sull'arte sarda del Novecento, come spiega l'assessore comunale alla Cultura Antonietta Duce. E porrà l'attenzione in particolare su due figure d'eccellenza come Giuseppe Biasi e Eugenio Tavolara. La collezione Giuseppe Biasi, infatti, dal 1956 di proprietà della Regione, avrà dopo cinquant'anni una sede per l'esposizione permanente nel nuovo spazio museale. Come si ricorderà le opere, oltre un centinaio, rimasero per decenni nei magazzini dell'Istituto regionale etnografico a Nuoro senza che il grande pubblico potesse vederle. Da due anni si trovano a Sassari, dove sono state anche esposte temporaneamente, e ora potranno avere un'adeguata collocazione. C'era poi da mantenere un impegno preso dalla Regione con gli eredi di Giuseppe Biasi che, all'atto della cessione del prezioso corpus delle opere del pittore, posero come condizione che il pubblico di Sassari potesse ammirarle in una esposizione permanente. Nel Museo del Novecento e del Contemporaneo potranno essere esposte, infine, altre prestigiose collezioni di opere del Novecento, di proprietà delle cinque istituzioni che hanno aderito al progetto. Nell'attività rivolta al contemporaneo troveranno spazio progetti condivisi con la Corsica, ma anche progetti originali di arte contemporanea. Per la gestione del museo verrà istituita una fondazione intitolata a Giuseppe Biasi. E' già in fase di elaborazione lo statuto della Fondazione. L'impegno politico delle cinque istituzioni è di collaborare perché il progetto si concretizzi in tempi brevi, per dare Sassari un istituto della cultura che rispecchi le sue vocazioni e riconosca il contributo che la città ha dato al movimento artistico isolano (oltre al già citato Biasi, Eugenio Tavolara). Non va poi dimenticato che Sassari è anche l'unica sede dell'Accademia delle Belle Arti in Sardegna, oltre che del più antico istituto d'arte statale. Nel documento di indirizzo della Giunta regionale sul sistema regionale dei musei è prevista la creazione del Museo del Novecento e del Contemporaneo e per il suo allestimento sono stati destinati 890 mila euro nell'accordo di programma quadro per i Beni culturali, firmato nel settembre 2005. «Da parte della giunta regionale dice Elisabetta Pilia c'è poi la volontà di valorizzare e investire nell'arte contemporanea». Inoltre, il restauro realizzato dalla Provincia di Sassari con fondi del programma Interreg, per incentivare lo scambio di attività culturali tra Sardegna e Corsica, ha restituito a Sassari un edificio prestigioso come l'ex convento del Carmelo, di cui la Provincia si è dichiarata disponibile a cedere una parte dei locali per il nuovo museo di Sassari. L'adesione al progetto per la nascita del Museo del Novecento e del Contemporaneo a Sassari risale al luglio 2005. Venerdì scorso, è stato organizzato un sopralluogo nell'ex convento del Carmelo, cui hanno partecipato l'assessore regionale Elisabetta Pilia, il presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, con l'assessore provinciale alla Cultura Sergio Mundula, il sindaco di Sassari Gianfranco Ganau e l'assessore comunale alla Cultura Antonietta Duce, il presidente della Fondazione Banco di Sardegna Antonello Arru. Per precedenti impegni non era presente il presidente della Camera di Commercio di Sassari, Gavino Sini, che ha comunque manifestato interesse all'adesione al progetto. In base al protocollo d'intesa, è stato stabilito che la Provincia di Sassari cederà i locali del Carmelo in comodato gratuito, la stessa cosa faranno la Regione per le opere della Collezione Biasi e gli altri enti per le collezioni di loro proprietà. «Contiamo di riuscire ad aprire entro l'anno dice l'assessore Duce A nostra disposizione abbiamo un'area pregevole di circa mille metri quadri». Si sta già lavorando inoltre alla stesura di uno statuto per la gestione del museo, che come detto affiancherà all'attività espositiva e dunque al lavoro di divulgazione dell'opera dei grandi artisti che hanno operato nel Novecento proprie produzioni ma senza per questo porsi in contrapposizione con le altre istituzioni presenti nell'isola. Tutto sarà inserito in un quadro di programmazione regionale, con l'obiettivo di dare vita ad un sistema dei musei integrato.