Ha resistito alle bombe e all'alluvione. Ma è meglio non approfittarne. Un segnale. Serve più attenzione Che cosa vuole dirci il caro Ponte Vecchio con le sue lacrime di legno? Non vorremmo che fosse l'estremo lamento di una città che cerca di trasmettere la sua sofferenza a chi ha abdicato all'attenzione e al rispetto verso l'immenso patrimonio che custodisce. Che l'estremo segnale venga da un monumento all'eternità e alla sopravvivenza infinita a ogni calamità naturale e umana, deve preoccuparci più di ogni altra cosa. Il simbolo di Firenze, che ha avuto la forza di respingere le bombe naziste e di ribellarsi alla violenza del fiume in piena, seminatori di morte, vuole comunicarci che nulla è eterno. Soprattutto che nulla è dovuto per gli uomini. Le immense testimonianze del passato Millennio, che abbiamo ereditato gratuitamente, devono essere protette e curate come se potessero dissolversi il giorno dopo. (...) confidando nel fatto che i monumenti non protestano né scendono in piazza. Tanti segnali oggi ci avvertono che questo non è più possibile. E non basta più lo sponsor isolato che, per mecenatismo o semplice interesse promozionale, mette mano a qualche migliaia di euro per tappare una falla pubblica dovuta a scarsa sensibilità o a puri motivi ragionieristici. Serve uno sforzo. Finanziario e di fantasia per concentrare soldi in questo ricco eppure arido settore. Può essere la tassa di scopo, una proposta; può essere anche trovare il modo migliore per mettere sul mercato l'indotto dell'arte in un book shop. Bisogna pur rassegnarsi e concedere qualcosa al consumismo, se alternative migliori per raccogliere contributi non ci sono. E' arrivato il momento di riconoscere che il turismo, principale e inossidabile industria del nostro Paese, non è così perennemente inossidabile e può essere minato dal dissolvimento della materia prima: i palazzi del rinascimento, le sculture dell'umanesimo, i dipinti e gli affreschi, le chiese e i castelli medievali. Noi avvertiamo nel timido allarme del Ponte Vecchio, che perde qualche pezzetto di trave aggredito da umidità e vibrazioni, un messaggio a tutti noi e alla città. Un appello a non trascurare le ricchezze universali. Il nostro Vecchio Ponte per fortuna non ha i piedi (o i piloni) d'argilla. Ma è meglio non approfittarne.
(Firenze)Ha resistito alle bombe e all'alluvione Ma non è il caso di approfittarne
Il Ponte Vecchio di Firenze è stato danneggiato dalle condizioni climatiche estreme, ma il testo non si concentra sul danno fisico del ponte. Invece, si concentra sull'idea che il ponte sta cercando di comunicare un messaggio importante. Il testo afferma che il ponte sta cercando di avvertire che nulla è eterno, soprattutto le testimonianze del passato che sono state ereditate gratuitamente. Il testo sostiene che è necessario proteggere e curare queste testimonianze come se potessero dissolversi il giorno dopo. Il testo anche afferma che il turismo, che è l'industria principale del paese, non è perennemente inossidabile e può essere minato dal dissolvimento della materia prima.
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