Pagheremo il diritto d'autore sulle opere d'arte acquistate dalle case d'asta e dagli intermediari. Escluse le compravendite fra i privati e quelle sotto i 3mila euro MILANO L'apparecchio è squillato a vuoto. Ripetutamente, a intervalli regolari, per una buona mezz'ora. Alla fine ci siamo rassegnati: la Società italiana degli autori ed editori non si è presentata all'appuntamento telefonico preso con Libero nel primo pomeriggio di ieri. Alla Siae volevamo chiedere lumi sul ruolo che dovrà ricoprire nella nuova "tassa" che l'acquirente di un'opera d'arte dovrà pagare ad ogni passaggio di proprietà e che andrà nelle tasche dell'autore o dei suoi eredi. Per intero? L'ente ne tratterrà una parte? E a quale titolo? In che modo funzionerà tecnicamente? Chi dovrà compilare i bollettini? Si pagheranno in Posta? Chissà. Come Libero ha già avuto modo di anticipare nelle scorse settimane, ha preso corpo anche in Italia il cosiddetto "diritto di seguito" sulle opere d'arte, una maggiorazione sul prezzo d'acquisto dell'oggetto di una transazione che dovrà essere applicata per quadri e sculture "di seconda mano", cioè per ogni passaggio successivo al primo. In questo modo verrebbe tutelato il diritto d'autore in tutti i passaggi di proprietà e in caso di incremento di valore. Sabato scorso è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il regolamento attuativo di una vecchia legge che diventerà così operativa tra due settimane. La Siae, così come ha detto a Libero nel primo pomeriggio di ieri, stava giusto lavorando alla pratica, per riuscire ad essere pronta a partire dal prossimo mese. Forse si è lasciata prendere un po' alla sprovvista: tra quindici giorni le case d'asta, le gallerie e gli intermediari professionali dovranno girare una parte del compenso alla Siae e ancora molti professionisti del settore ne sanno poco o nulla. E il bello è che le sanzioni a cui andranno incontro non saranno leggerissime. Si rischia la sospensione dell'attività commerciale o professionale da un minimo di sei mesi a un massimo di un anno e una multa che può arrivare a superare i 5.000 euro. «È già complicato gestire il rapporto con l'artista, ci mancava solo l'intervento di un ente pubblico», dice a Libero Fiorella La Lumia, contitolare della galleria d'arte Artecentro di via dell'Annunciata a Milano. «Nessuno ci ha avvisati di niente ma non sentivamo certo il bisogno di un ulteriore balzello che penalizzerà ulteriormente il nostro settore», conclude. Ogni compravendita dovrà essere denunciata dal venditore, ma c'è una responsabilità in solido anche a carico dell'acquirente e dell'intermediario. Se il prezzo di vendita è inferiore ai 3.000 euro nulla dovrà essere pagato. Ma se l'importo supera i 3.000 euro e fino i 50.000 dovrà essere calcolato una trattenuta del 4 e così via, a scalare, come risulta dalla tabella qui sopra. Il compenso massimo da girare all'autore dell'opera non potrà però superare i 12.500 euro. «Il mercato ne uscirà sicuramente penalizzato», sottolinea Matteo Agrati, gestore della galleria Cardi di Corso di Porta Nuova, sempre a Milano. «Chi lavora con artisti extra-Ue è già costretto ad applicare una ritenuta aggiuntiva del 10 sulla fattura. Tassa che invece altri paesi non devono pagare». Un collezionista statunitense che si compra un quadro di un artista italiano vivente, cita come esempio Agrati, quando ritira il suo investimento in dogana non deve pagare nulla. «Da noi tutto viene tassato. Abbiamo tolto dal nostro sito la fotografia di un'opera di nostra totale proprietà perché altrimenti avremmo dovuto pagare i diritti sull'immagine alla Siae», conclude, non proprio sereno, il gestore della galleria Cardi.
Una gabella su quadri e sculture
La Società italiana degli autori ed editori (Siae) dovrà pagare il diritto d'autore sulle opere d'arte acquistate dalle case d'asta e dagli intermediari. La "tassa" sarà applicata per ogni passaggio di proprietà e andrà nelle tasche dell'autore o dei suoi eredi. Il compenso massimo da girare all'autore dell'opera non potrà superare i 12.500 euro. Le sanzioni per non pagare la tassa saranno leggere, con una sospensione dell'attività commerciale o professionale da sei mesi a un anno e una multa fino a 5.000 euro. Il mercato dell'arte ne uscirà sicuramente penalizzato.
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