E se fosse il Palazzo del Podestà, una volta portato a termine il complesso intervento di ristrutturazione, l'edificio più adatto ad ospitare la sede italiana del museo Ermitage di San Pietroburgo? Tra i corridoi di via Roma si dice che questa soluzione non dispiaccia affatto al sindaco Brioni. E i ben informati sussurrano che la strada possa essere praticata in futuro, passando, nell'immediato, attraverso una sistemazione temporanea della sede italiana del prestigioso museo russo a Palazzo Te. Non è più un mistero, ormai, che per la sede dell'Ermitage non sia in corsa solo la palazzina liberty di largo 24 Maggio. Tra le opzioni, come stabilito da una recente delibera della giunta comunale, ci sono anche altri edifici che la Fondazione Cariverona (che per l'acquisto dell'immobile vicino a San Sebastiano aveva stanziato 3 milioni e 200 mila euro) potrebbe acquistare e consegnare poi all'amministrazione comunale chiavi in mano. Il Palazzo del Podestà, però, è uno degli edifici oggetto di un difficile piano di recupero funzionale, attraverso il project financing, avviato dal Comune durante l'amministrazione Burchiellaro. L'ex sindaco aveva pensato, per quei 5.500 metri quadrati, un piano di recupero che doveva portare nelle stanze duecentesche gli uffici di rappresentanza del municipio, dalla sala per la riunioni del consiglio comunale agli uffici dei gruppi consiliari, dalla sala giunta fino all'ufficio del sindaco. Con uno spazio al piano terra da destinare ai privati (coinvolti nell'operazione di finanza) e da adibire a ristorante. Con il cambio della guardia ai vertici di via Roma il destino del Podestà potrebbe cambiare di nuovo? Forse. L'ipotesi di cui si parla nei corridoi del Comune prevederebbe la sistemazione temporanea della sede italiana dell'Ermitage a Palazzo Te, in attesa del recupero dell'edificio duecentesco. Ma dove? La villa gonzaghesca ospita già (in spazi angusti) la sede del Centro Internazionale del Te. Al piano superiore, invece, gli spazi sono occupati dalla collezione egizia Acerbi, dalla collezione mesopotamica Sissa, dalla raccolta di pesi e misure dei Gonzaga, dalla quadreria moderna e dalla collezione Mondadori. E non c'è solo il problema dei locali. Resta da stabilire se Mikhail Piotrovsky, il direttore generale del grande museo russo (che nell'ottobre del 2004 aveva detto 'sì' all'accordo con Mantova sulla base del progetto esecutivo per la palazzina di largo 24 Maggio) è al corrente e d'accordo sul cambio di collocazione della sede che sembra profilarsi in via Roma.
Per l'Ermitage-Italia spunta una nuova ipotesi Sede provvisoria al Te, aspettando il Podestà
Il Palazzo del Podestà di Mantova è stato oggetto di un piano di recupero funzionale, avviato dal Comune durante l'amministrazione Burchiellaro. Il piano prevedeva la destinazione degli spazi al piano terra ai privati e al ristorante, mentre gli uffici di rappresentanza del municipio e del consiglio comunale sarebbero stati ubicati al piano terra. Tuttavia, con la nuova amministrazione, il destino del Palazzo del Podestà potrebbe cambiare. Si parla di una sistemazione temporanea della sede italiana dell'Ermitage a Palazzo Te, in attesa del recupero dell'edificio duecentesco. La villa gonzaghesca ospita già la sede del Centro Internazionale del Te e la collezione egizia Acerbi.
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