Anche i Comuni ora promuovono interventi in house Tanto restauro e poca cultura del progetto. In un Paese dove gli interventi di recupero del patrimonio occupano una quota rilevante nell'attività professionale, si registra una scarsa propensione ad affidare gli incarichi in modo trasparente. Per la manutenzione e gli incarichi sotto soglia le Soprintendenze coprono il mercato, con una valanga di affidamenti interni ai propri uffici o di assegnazioni esterne senza gara. Per il consolidamento statico e per il restauro conservativo della pelle degli edifici vincono le gare che mettono in competizione un limitato numero di imprese che hanno i requisiti per partecipare. Il mercato non si può certo dire aperto, con regole che continuamente favoriscono il consolidarsi di chi già lavora. E anche da parte dei Comuni comincia a farsi largo la tendenza a "monopolizzare" i lavori di restauro, come evidenzia il caso Zetema, società romana controllata dal Campidoglio. A seguito dei concorsi, poi, risulta difficile trovare accordi per procedere speditamente con lavori che riguardano edifici di alto valore storico o la salvaguardia del patrimonio. Basti ricordare l'iter travagliato per la realizzazione della nuova pensilina all'uscita dagli Uffizi, vinto dall'architetto giapponese Arata Isozaki o constatare che la gara per i lavori per la realizzazione del progetto del museo del Novecento all'Arengario di Milano, è partita pochi giorni fa, dopo cinque anni dall'aggiudicazione del progetto a Italo Rota (2001), attraverso un concorso per il restauro dell'edificio di piazza Duomo. Un progetto che lascerà intatta la facciata prevedendo all'interno la costruzione di una rampa elicoidale per raggiungere i vari piani. Anche se spesso l'accesso rimane ristretto, i bandi, almeno in questo momento, non mancano. Secondo indiscrezioni a breve partirà la gara per il restauro della Basilica del Santo a Padova, intanto dalla Provincia di Genova viene indetta la gara per la progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva dell'intervento di completamento del recupero dell'Eremo di S. Antonio di Niasca e accessibilità alle aree esterne. L'importo lavori è stimato in 1,4 milioni (termine: 8 maggio 2006). La Regione Valle d'Aosta ha indetto invece la gara per affidare il progetto delle opere di restauro degli interni del Castello di Aymavilles, nonché per la progettazione dell'allestimento museale e della comunicazione. Un appalto che prevede un corrispettivo di 705.000 euro (termine: 4 maggio 2006). Dal Comune di Bergamo, è partita la competizione per affidare il progetto di ristrutturazione del Teatro Donizetti per un corrispettivo di 545,000 euro (termine: 5 maggio 2006). Tra una settimana saranno noti i risultati per la gara per il restauro degli elementi lapidei della Torre di Pisa; mentre tra le gare ancora aperte vi sono anche quella per il completamento dei restauri, gli arredi e gli impianti della Villa della Regina a Torino e l'appalto dei lavori per il restauro della Chiesa del complesso di San Domenico a Forlì (riservata ad aziende invitate). Sono, invece, ancora rare le occasioni di approccio multidisciplinare al tema del restauro, le esperienze che vedono un rapporto equilibrato e collaborativo tra professionisti, imprese e soprintendenze. Tra le altre modalità di affidamento d'incarico, il concorso potrebbe essere una procedura che mette in campo idee, favorisce il confronto durante la fase di selezione, di aggiudicazione e durante le fasi di sviluppo successivo e realizzazione, ma fino a ora sono stati pochi i concorsi per specifici interventi di restauro. Al massimo si chiedono "idee" rimandando a fasi successive gli incarichi per la progettazione e i lavori. Tra i pochissimi concorsi fa eccezione quello internazionale bandito nel 2004 dalla Regione Lombardia con il Comune di Monza per il recupero e valorizzazione della Villa Reale di Monza e dei Giardini di pertinenza, vinto dal team guidato dal "conservatore" Giovanni Carbonara che ha proposto il recupero della Villa senza toccarne gli spazi architettonici. Tra gli altri pochi concorsi, due a Napoli: quello a inviti per il restauro del tempio romano (ora Chiesa Cattedrale) sull'acropoli di Pozzuoli denominata Rione Terra, vinto da Marco Dezzi Bardeschi nel 2004; l'altro più recente, per la realizzazione spazi di ristoro in tre musei napoletani (concluso parzialmente senza vincitori). Esperienze napoletane che, al di là delle polemiche, restano un primo e significativo esempio di affidamento trasparente attraverso competizioni, gestite direttamente dalle stesse soprintendenze.