Da Segesta alla Valle dei Templi, aperture previste solo la mattina. Turisti in rivolta a Selinunte. Raffica di promozioni e ora mancano i soldi. A rischio anche il weekend di Pasqua. PALERMO Dopo le 13 si chiude e i siti archeologici della Sicilia diventano off limits. La gran parte dei 900 custodi sono diventati coordinatori e così, per sopperire alla mancanza di vigilanti si fa ricorso a 450 precari. Tutti i giorni ad eccezione dei festivi, perché, promosse le maschere, mancano i soldi per lo straordinario di chi dovrebbe sostituirli. Così nei festivi i siti saranno aperti solo la mattina e chiusi nel pomeriggio. Un paradosso tutto siciliano tiene lontani, loro malgrado, frotte di turisti dai 25 itinerari archeologici dell'Isola: dalla Valle dei Templi alle rovine di Segesta e Selinunte. Proprio qui, nella giornata di domenica, un gruppo di visitatori stranieri ha inscenato una manifestazione con tanto di raccolta di firme. In pochi minuti ne sono state raccolta cinquecento. E mentre i pochi custodi superstiti, dichiarato il fine turno, chiudevano i cancelli per assenza di rincalzi, qualcuno ha anche tentato di forzare il blocco. La situazione era nota da tempo, lo stesso direttore generale dell' assessorato regionale ai Beni Culturali, Antonio Lumia aveva denunciato che presto si sarebbe andati incontro al collasso. Per garantire ai precari il pagamento di festivi e straordinario e assicurare la normale apertura pomeridiana dei siti occorrerebbero 2 milioni di euro che non ci sono, nonostante per la sola promozione dell'immagine della Sicilia si siano spesi nell'ultimo anno 100 milioni. «Per fronteggiare l'emergenza dice Lumia ho congelato alcuni passaggi ad altri incarichi di custodi, adesso bisogna trovare una soluzione con i sindacati e destinare agli straordinari una quota dei 12 milioni di euro incassati con i biglietti». Ad Agrigento, in 19 su 52 custodi hanno colto al volo l'opportunità del contratto appena rinnovato che li ha elevati al rango di coordinatori. Hanno così smesso il cartellino e lasciato le postazioni. Con la vigilanza dimezzata l'area dei Templi è stata la prima ad andare in crisi, seguita in un effetto domino, da tutti gli altri parchi siciliani. Per parte sua, Giuseppe Gini, il sovrintendente di Trapani, da cui dipendono Selinunte e Segesta assicura che tutto sarà risolto già a partire dal prossimo fine settimana: «Ho concentrato il budget in questi mesi. Aprirò i siti, a costo di andare di persona». Anche l'assessore Alessandro Pagano (Forza Italia), giura che per Pasqua sarà tutto risolto. Confida su un tavolo tecnico per reperire i fondi necessari. E intanto viene incalzato dal predecessore, Fabio Granata (An), ora al Turismo: «È inutile portare il Satiro in Giappone se poi non si riesce a garantire la piena fruizione del nostro enorme patrimonio culturale». Lo sa bene Giovanni Masaniello, che coordina l'associazione delle guide turistiche di Palermo e Trapani, 200 su un totale di 800: «I visitatori rimangono esterrefatti. Ci offriamo come custodi. A costo zero, pur di non chiudere». (ha collaborato Paola Nicita)