L'ultima riunione è dei giorni scorsi e, secondo quanto ha assicurato il direttore del Parco archeologico della Valle dei Templi Pietro Meli, ci siamo quasi. Stiamo parlando del Piano particolareggiato della Valle dei Templi, lo strumento previsto espressamente dalla legge del novembre del 2000 che ha istituito il Parco e che attende ormai di essere approvato da ben cinque anni. Il Piano che è stato redatto da uno staff guidato da Gabriele Giacobazzi, il numero due del gruppo Imbesi che ha invece redatto il Piano regolatore di Agrigento è stato molto dibattuto. Soprattutto sulla viabilità ci sono stati i maggiori rilievi. Alla fine la bozza che i progettisti dovrebbero rispedire a Casa Sanfilippo dovrebbe essere una specie di compromesso tra quanto aveva chiesto a suo tempo il Consiglio di Amministrazione scaduto da un anno senza che l'assessore regionale ai Beni culturali Alessandro Pagano abbia ritenuto di rinnovarlo, nominando invece un commissario che da «ad acta» è diventato straordinario e quanto proposto dai progettisti. Alla fine il Piano sarà sì uno strumento che garantirà al massimo la tutela dei siti (il Parco serve soprattutto a questo), ma sarà soprattutto un progetto di promozione per la Valle. Il commissario straordinario Antonio Valenti, che guida il Parco e che ha i poteri del Consiglio di amministrazione, potrebbe, in teoria, approvare «motu proprio» il Piano che sarà presentato dallo staff Giacobazzi. A dicembre comunque il funzionario spedito a Casa Sanfilippo dalla Regione ha spiegato che «intende anche ascoltare, prima di dare il via libera, tutte le istituzioni locali, Comune, Provincia e Camera di commercio». Lo stesso Valenti attendeva per la fine di gennaio la bozza definitiva la cui consegna però, come la tela di Penelope, sembra essere rinviata di continuo. Del resto la stessa legge approvata dall'Ars nel 2000, alla vigilia delle prime e finora uniche sei demolizioni era piuttosto diversa da quella licenziata dalle commissioni e a cui hanno lavorato molti deputati agrigentini. Ed è proprio per questa differenza che il Piano diventerà il principale strumento di tutela della Valle e dei suoi monumenti.