C'è molta Agrigento, anzi Akragas, nell'operazione dei carabinieri del nucleo di tutela del patrimonio che hanno sgominato un traffico illegale di reperti archeologici in vendita su ebay.com, il celebre sito in cui, all'asta si può comprare di tutto. Basta infatti collegarsi al sito e cercare «Akragas» per trovare una specie di museo-supermercato parallelo, un San Nicola on line, in cui sono esposte, con tanto di foto, descrizione e, soprattutto prezzo, moltissime monete. Si va dai 10 euro per un trias contromarcato del IV secolo fino ai 420 euro per una moneta di bronzo. E questi sono quelli venduti da qualche italiano. Poi ci sono altri reperti venduti dall'estero, da Germania e Stati Uniti e pure dal Regno Unito. I prezzi anche qui variano: c'è una moneta che sulle facciate ha Zeus e un'aquila che viene smerciata a 8 euro e 80 centesimi, ma c'è anche un americano che vende un'onkia con Apollo a 262 euro e rotti. Per ognuno dei reperti in questione c'è anche una pagina con la descrizione e pure con il recapito elettronico del venditore, in genere indicato con un nickname (un soprannome), i giorni in cui potrà ancora rimanere all'asta e le eventuali offerte già arrivate. Molte delle monete di Akragas - va detto - hanno collezionato zero offerte, anche nel caso in cui si tratti di reperti a basso costo. C'è ad esempio un tale sarpun75 che vende una moneta di bronzo proveniente da Akragas a 420 euro circa (lui il prezzo lo tratta in sterline e ne pretende 290) e che ha già avuto due proposte. Spedisce - è indicato - in tutto il mondo. 0 c'è anche l'onkia con la raffigurazione di Apollo che il venditore - tale highra-ting - sostiene sia del 240 a. C. e che è venduta a 315 dollari (all'incirca 262 euro). Il reperto si trova in questo momento a Rego Park, New York ed ha già ottenuto una proposta. In una faccia ha una testa di apollo, mentre nell'altra faccia ha un guerriero. Chi invece non sembra riscuotere l'interesse degli acquirenti è un trias del IV secolo a.C. venduto da tale SicilyO3verde: la base d'asta è 9,99 euro e fino ad ora ha ottenuto zero proposte. L'oggetto si trova a Ragusa e, per acquistarlo c'è tempo fino al 28 marzo. Questo reperto - su ebay è descritto così - ha su una delle facce il granchio, simbolo di Akragas e una piccola testina maschile volta a destra e sull'altra faccia Un'aquila su lepre. Molte delle offerte riportano peraltro l'avviso secondo cui si tratta di oggetti «sono garantiti autentici e di lecita provenienza ai sensi delle normative vigenti (che è un decreto legge del 2004) e che «il loro acquisto non comporta nessun obbligo di denuncia alle autorità competenti in quanto sui nostri oggetti non grava nessun vincolo apposto dall'Amministrazione dello Stato, perché privi di notevole interesse artistico e storico nonché archeologico perché decontestualizzati, non essendo noto scientificamente il luogo, il momento e le circostanze del loro rinvenimento». In sostanza questo è - potrebbe essere - il paradiso dei tombaroli che, ovviamente, non hanno alcun interesse a indicare dove, come e quando hanno trovato quella moneta o quella statuetta o quel vaso. A questo punto non resta che sperare - visto che la vendita all'asta è lecita - in un impegno dell'assessorato ai Beni culturali per gettarsi anch'esso nella mischia e cercare di riportare a casa quello che è di tutti.
I tesori di Akragas in vendita all'asta sui siti internet
I carabinieri hanno catturato un traffico illegale di reperti archeologici in vendita su ebay.com. I reperti provenivano da Akragas, una città antica in Sicilia. I reperti erano stati venduti da italiani e stranieri, tra cui tedeschi, americani e britannici. I prezzi variavano da 10 euro a 420 euro per una moneta di bronzo. Alcuni reperti avevano anche una descrizione e un recapito elettronico del venditore. I reperti che non avevano ricevuto offerte erano quelli a basso costo. I carabinieri hanno catturato anche un venditore che vendeva un'onkia con Apollo a 262 euro. I reperti erano stati spediti in tutto il mondo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo