Grande successo per la riapertura di Castel Gonzaga, Forte San Salvatore e della Badiazza che saranno visitatali anche oggi (dalle 9.30 alle 17) La riqualificazione dei monumenti storici come volano di turismo e sviluppo Mauro Cuce Uno scrigno pieno di tesori. Uno scrigno da mostrare al mondo, da cui tirar fuori la ricetta per il futuro. Gli ingredienti ci sono già, portati in dono da una storia millenaria che solo Messina, crocevia di popoli e culture, può vantare. C'e la magia di mura antiche e di strutture che si perdono nella notte dei tempi, la suggestione di panorami mozzafiato, il simbolismo e la mescolanza di stili diversi che si toccano con mano negli elementi decorativi. Ingredienti che ieri e oggi sono a disposizione del palato dei messinesi che amano le loro radici, la loro storia, il loro passato. Quel passato che va recuperato per progettare un futuro migliore. A disposizione di tutta la cittadinanza grazie all'iniziativa del Fai che in occasione della "XIV edizione della giornata di Primavera" offre ai messinesi la possibilità di visitare Castel Gonzaga, Forte San Salvatore e la chiesa di S. Maria della Valle o della Scala, conosciuta come la "La Badiazza". Tre gioielli oscurati più dall'incuria e dalla stupidità dell'uomo che dal terremoto e dalle guerre. Gioielli che devono essere tirati fuori dal dimenticatoio, in cui la politica del disinteresse li ha fatti sprofondare, e riproposti alla fruizione dei cittadini che li amano. Proprio com'è successo ieri e come -siamo sicuri - accadrà anche oggi. Centinaia di messinesi a gustarsi la magia di luoghi meravigliosi. Famiglie, intere scolaresche, singoli individui con un unico intento: riscoprire i tesori di Messina. E nell'itinerario di emozioni anche la dolce presenza dei giovani musicisti del conservatorio Gorelli che hanno accompagnato le visite con le loro melodie e di alcuni studenti di istituti messinesi che "travestiti" da ciceroni hanno illustrato la storia e le caratteristiche delle strutture monumentali. L'iniziativa a carattere nazionale, che da sei anni coinvolge anche Messina, è stata aperta dal sindaco di Messina, Francantonio Genovese (accompagnato da numerosi assessori), e dall'arcivescovo Giovanni Marra. Accanto a loro anche il direttore di sezione della Soprintendenza, Rocco Scimone, il responsabile del Fai messinese, Giulia Miloro e le numerose autorità militari a cominciare da quelle della Marina Militare che nel caso specifico di Forte San Salvatore garantisce la sicurezza per un sereno svolgimento della manifestazione. Tre meraviglie, a cominciare da Castel Gonza-ga che può davvero essere considerato il padre dei Forti messinesi, il simbolo di una città che ha enormi potenzialità e che adesso deve smetterla di piangersi addosso, trovando la forza per valorizzare le sue ricchezze inestimabili. Così come la Badiazza, meravigliosa chiesa-fortezza, ai piedi del bosco che collega San Rizzo con il torrente. Gloria architettonica normanna, sveva, aragonese trasformatasi scandalosamente nel simbolo dell'abbandono e dell'incuria. «È un'iniziativa straordinaria che si inserisce perfettamente negli obiettivi della nostra Amministrazione - ha commentato il sindaco Genovese -che privilegia la riqualificazione della città attraverso la riscoperta delle proprie radici storielle». «Speriamo sia solo l'inizio - ha commentato la responsabile del Fai, Giulia Miloro -. Tante volte ci siamo sentiti soli. A parole sempre tante rassicurazioni da più parti, ma nei fatti poi troppo spesso il disinteresse. E la nostra storia non merita di essere dimenticata. Guardate che meraviglia, osservate i colori della nostra città. Ai messinesi dico di non perdere questa occasione. A chi guida i messinesi, invece, l'invito diretto a non dimenticarsi di queste meraviglie». E l'assist arriva anche dal responsabile nazionale delle delegazioni del Fai, Domenico Marzotto. «Era ora che i messinesi si riappropriassero - anche se per 48 ore - di questi monumenti fantastici. Vedere tanta gente in fila per scoprire le bellezze della loro città è il segnale di come la gente abbia voglia di conosce, sapere, amare questa terra. Lasciare questi monumenti nel degrado e nell'abbandono non è un peccato, è un delitto». I due Forti e la chiesa di Badiazza resteranno aperti anche oggi dalle 9,30 alle 17 per tutti i visitatori. Ieri il vento, soprattutto in mattinata, non ha dato tregua. L'augurio è che sia il vento del rinnovamento.