Pozzuoli. Impossibile non notarli: i cartelloni pubblicitari giganti sono piazzati lungo la passeggiata archeologica dell'acropoli di Cuma. Invogliano ad acquistare yacht per la prossima estate o promettono l'eterna giovinezza, grazie a trattamenti estetici. Sono lunghi sei metri, larghi tre. Costano decine di migliaia di euro. E non sono stati autorizzati. L'altra notte un carro gru ha attraversato i basolati romani dell'Arco Felice Vecchio, ha percorso un centinaio di metri e si è fermato ai piedi dell'acropoli di Cuma. Qui un braccio di ferro ha installato due cartelloni pubblicitari. Per oltre tre ore due operai, hanno lavorato indisturbati. Da ieri i turisti in visita vedono, accanto alle indicazioni storiche del sito, un imponente richiamo al presente: pubblicità gigantesche. I commissari straordinari che governano il Comune hanno inviato i vigili in perlustrazione. Ma intanto gli operatori turistici insorgono. «Ogni giorno accompagniamo all'acropoli di Cuma decine di turisti di ogni parte del mondo e ogni volta ci sentiamo ripetere quanto in poco conto teniamo questo nostro patrimonio. Oltre ai cartelloni, lungo il percoso ci sono le insegne dei locali, alcune veramente orribili», dice Pasquale Cirillo della Mediteranneo Service, un'associazione flegrea che si occupa di organizzare visite guidate. «Segnaleremo i nomi delle società che si fanno pubblicità abusiva e li invieremo alla procura della Repubblica. Lo spettacolo è indecente. Il prefetto che regge il Comune intervenire. In due mesi le tabelle si sono moltiplicate», ribatte Silvana Lobianco, una guida turistica autorizzata dalla Regione. A dire il vero un piano pubblicitario a Pozzuoli esiste. È stato approvato per la prima volta nel maggio del 2005 dal consiglio comunale. Fu vagliato dalla giunta nel novembre scorso. Da allora è lettera morta. I commissari straordinari non hanno avuto ancora il tempo di esaminarlo. Ma è certo che, prima di applicare lo strumento, andrebbe organizzato un ufficio che accolga le pratiche. Ad oggi infatti non ci sono dipendenti addetti al servizio. È per questo che i cartelloni pubblicitari vengono installati ovunque. C'è di più, anche se il piano fosse stato applicato, nessuna pubblicità potrebbe essere autorizzata nei pressi dell'acropoli di Cuma. Il regolamento della cartellonistica lo dice chiaramente: via gli spot nelle aree vincolate e di interesse archeologico, ne va dell'immagine della città. E della cultura. Il piano infatti fu redatto dal Comune, in collaborazione con la sovrintendenza ai Beni Archeologici che tenne a questa clausola, inclusa nel regolamento. La realtà è tutt'altra: in verità senza regole, il business è assicurato. Basta infatti che le società pubblicitarie assicurino ad ignari clienti che il loro marchio sarà mostrato su enormi manifesti e il gioco è fatto. Chi compra non sa che è abusivo. E non sa che, invece di promuovere i propri prodotti, sciupa l'immagine della sua città.