Avevamo anticipato l'allarme: i siti archeologici siciliani resteranno chiusi a mezzogiorno dei giorni festivi per assenza di custodi. I quali, essendo stati promossi assieme a tutti gli altri dipendenti regionali di fascia «C», sono diventati «coordinatori e supervisori» dei custodi, che però non ci sono più in quanto appunto promossi. Per custodire i siti e accompagnare i turisti si era provveduto con i soliti precari, che però per lavorare in queste giornate festive debbono essere pagati in straordinario. E siccome non ci sono soldi e nemmeno un apposito fondo su cui attingere, per i custodi-precari scatta a mezzogiorno il «tutti a casa». L'assurdità è che i turisti vengono in Sicilia per vedere le nostre meraviglie archeologiche e restano a mani vuote perdendo l'attrattiva più attesa del loro viaggio. Ieri nella più grande area archeologica d'Europa, quella di Segesta e Selinunte, i numerosi turisti che volevano visitare i teatri antichi e i templi hanno trovato le porte sbarrate. Le guide turistiche assieme agli inferociti visitatori hanno inscenato una manifestazione di protesta a Segesta e domenica accadrà altrettanto a Selinunte. Anche Catania non sfugge alla regola: chiuse le Terme dell'Indirizzo che sulla carta figuravano aperte. Nel mentre l'Assemblea e il governo regionale ignorano il problema litigando sugli ultimi emendamenti di fine legislatura, il turismo siciliano va al macero. Complimenti. mariza d'anna 9