Destini diametralmente opposti per due splendidi pezzi di storia di questa città. Il trionfo del privato e la sconfitta del pubblico La Torre del Parco presa d'assalto dai visitatori nel suo primo giorno di apertura al pubblico. Ma mentre il monumento di proprietà della società Clausura vive un momento trionfale al termine di lunghi restauri, la Torre di Belloluogo, di proprietà comunale, registra invece un sit-in di protesta promosso da Beniamino Piemontese per lo stato d'abbandono in cui versa ormai da qualche anno. Due torri, due realtà agli antipodi. Nel primo caso, il successo di pubblico è stato possibile grazie alla disponibilità della società Clausura ed al Fondo per l'ambiente italiano (Fai) che ha organizzato le visite nell'ambito delle «Giornate di primavera». Centinaia le persone che hanno visitato la torre, tra cui anche il sindaco Adriana Poli Bortone. Le visite continueranno anche oggi, dalle 10.30 alle 16.30. L'antico monumento, edificato nel 1419 da Giovanni Antonio Orsini del Balzo, è stato recuperato nel suo originario impianto architettonico e destinato a eventi culturali e manifestazioni espositive. Dopo sei secoli di storia, nel 1992 il prestigioso monumento è stato acquistato da Roberto Miglietta, amministratore unico della società Clausura, dalle mani dei conti Romano, i quali ne erano proprietari sin dal 1819. Lunghi e laboriosi sono stati gli interventi di restauro. L'opera più significativa, sotto l'attenta supervisione dei tecnici della Soprintendenza ai beni monumentali, è stata la demolizione delle murature in tufo ottocentesche situate al piano supeiore. Così gli interni, caratterizzati anche da un'antica scala a chiocciola, sono stati riportati al loro originale impianto. Significativo anche il ripristino del fossato che circonda la torre. Lo spazio è stato ripulito, pavimentato parzialmente con basolato calcareo in pietra di Soleto e completato con la sistemazione di alberi ed essenze mediterranee. E mentre la Torre del Parco è stata recuperata dai privati, la Torre di Belloluogo, di proprietà pubblica, giace nell'abbandono. Ieri mattina, come detto, Beniamino Piemontese ed alcuni rappresentanti dei Ds, tra cui l'onorevole Antonio Rotundo e la segretaria cittadina Angelamaria Spagnolo, hanno provveduto ad «occuparla» in maniera simbolica.