Mancano l'area, il progetto, due gare più la durata dei lavori per la sua realizzazione Si chiama Costa Etrusca, ed è il progetto di lavoro che adesso vincola Provincia di Roma e Comune di Cerveteri ad attivarsi per il risveglio dell'economia turistica. Complice la restituzione all'Italia da parte degli Usa del vaso di Eufronio, atteso in patria per l'inizio del 2008, il momento per ragionare in grande sembra finalmente arrivato. «Entro un anno - spiega il presidente della giunta provinciale, Enrico Gasbarra, che venerdì ha fatto tappa a Cerveteri proprio allo scopo di dettare i tempi per il primo passo - dovremo mettere intorno a un tavolo i sindaci di tutto il comprensorio cerite e studiare un intervento congiunto che doti la zona di un'autentica capacità ricettiva». Una sorta di Piano regolatore intercomunale, per intendersi, che veda Cerveteri (iscritta dall'Unesco nell'albo dei siti di interesse storico universale, ndr ) al centro di un'area di flussi turistici, alimentati dal porto crociere di Civitavecchia, attualmente in fase di crescita vertiginosa. Tutto in orbita attorno al polo museale di etruscologia, che Cerveteri deve prepararsi a realizzare entro tempi competitivi. «La strategia - aggiunge Gasbarra - è quella di mettere insieme finanza pubblica e privata, e spingere il Ministero per i Beni Culturali a dare impulso a nuovi scavi sistematici nelle aree di interesse archeologico», così da estendere il patrimonio storico da immettere sul mercato turistico. Ladispoli, Civitavecchia, Bracciano, S. Marinella e Tarquinia si troverebbero a quel punto in condizioni ideali per sostenere lo sviluppo di un'edilizia alberghiera, fondata sull'epicentro culturale di Cerveteri. Del resto, la via è obbligata. Il diktat del Governo, diffuso dal ministro Buttiglione all'indomani dell'accordo di febbraio con il direttore del Metropolitan Museum di New York, Philippe De Montebello, non poteva essere più chiaro: «il vaso d'Eufronio può tornare a Cerveteri, alla sola condizione che la città si doti di strutture espositive di prestigio e con idonee garanzie di sicurezza». Intanto, i conti vanno fatti con il tempo: a Cerveteri e alla provincia di Roma non restano che venti mesi utili prima del rientro del prezioso cratere in Italia, e per allora è impensabile che il Comune possa aver individuato l'area dove collocare il museo, aver ottenuto dalla Regione il via libera a una variante di Prg, e aver espletato ben due gare, una di carattere progettuale, per selezionare l'architetto che disegnerà l'impianto espositivo e l'altra per individuare l'impresa di costruzione. Per non parlare poi dei tempi lavorativi del cantiere stesso. Dunque, per il vaso d'Eufronio, se i tempi di restituzione all'Italia saranno rispettati come d'intesa, si profila una destinazione provvisoria, alternativa a Cerveteri. E la meta più probabile è il museo di Villa Giulia a Roma. Solo in un secondo momento, dopo che le condizioni poste dal Governo saranno state soddisfatte, Cerveteri potrà riottenere la piena paternità del famoso manufatto, trafugato dalle tombe di Greppe Sant'Angelo nel 1972.
Cerveteri Per Eufronio il futuro è lontano Il vaso in Italia nel 2008: non ci sarà il tempo per avere il museo
Il Comune di Cerveteri e la Provincia di Roma devono attivarsi per il risveglio dell'economia turistica nella zona. Il progetto "Costa Etrusca" prevede l'istituzione di un polo museale di etruscologia a Cerveteri, che dovrà essere realizzato entro tempi competitivi. La strategia è quella di mettere insieme finanza pubblica e privata e di spingere il Ministero per i Beni Culturali a dare impulso a nuovi scavi sistematici nelle aree di interesse archeologico. La destinazione provvisoria del vaso di Eufronio è il museo di Villa Giulia a Roma, ma Cerveteri potrà riottenere il manufatto se le condizioni poste dal Governo saranno state soddisfatte.
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