GALLIPOLI. La chiesetta rurale di San Pietro dei Samari continua ad essere al centro delle polemiche, ma, secondo quanto segnalano il presidente della sezione Sud Salento di Italia Nostra Marcello Seclì e il sindaco Giuseppe Venneri, sembra poter diventare anche oggetto d'interventi concreti. Seclì, infatti, preannuncia per martedì prossimo un sopralluogo, da lui sollecitato, della Soprintendenza, cui il sindaco dichiara che prenderà parte. Nel frattempo, lo stesso Seclì, preoccupato per l'inerzia, da una parte della proprietà che non mette in sicurezza la struttura come disposto dall'ordinanza della Soprintendenza, dall'altra dell'amministrazione comunale, formula una proposta: «Utilizzare le procedure adottate nei casi di somma urgenza per evitare che la burocrazia determini l'irreparabile, e che consentono di effettuare puntellamento e copertura del monumento anche senza disporre al momento delle necessarie risorse finanziarie, mediante l'intervento di un'impresa accreditata presso il ministero dei beni culturali, che, interessata ad eseguire successivamente i lavori di consolidamento e di restauro, potrebbe dichiararsi immediatamente disponibile ad eseguire tali lavori; e per questo lanciamo un appello a tutte le imprese specializzate». Il sindaco Venneri, per parte sua, contesta l'ultimo intervento di Seclì: «Ho voluto verificare personalmente la situazione - dichiara - ed è documentato anche fotograficamente che non vi è stato un ulteriore crollo. I fatti dimostrano così che, su questa vicenda, qualcuno è alla disperata ricerca di pubblicità. La falsità esternata da Seclì è stata pienamente smascherata e il suo auspicio circa la rapida soluzione dell'attuale esperienza amministrativa non rende merito all'associazione che egli rappresenta sul nostro territorio, la quale da sempre ha dimostrato concreta attenzione alle problematiche di propria pertinenza, lasciando da parte la faziosità e la militanza politica». Seclì, per parte sua, ribadisce che il crollo c'è stato ed ha riguardato «materiale informe dell'intercapedine tra la significativa porzione della parete laterale sud e le cupole emisferiche». A Seclì e al suo sodalizio esprime «totale e piena solidarietà» il presidente dell'associazione culturale «Osservatorio» di Lecce, Beniamino Piemontese, che indirizza un appello a decine di rappresentanti istituzionali per la salvaguardia della chiesetta. «Devo constatare - dice - l'assoluta insensibilità e la beffarda incapacità dell'amministrazione comunale di portare avanti la giusta e doverosa battaglia per un importantissimo monumento salentino, battaglia che non può avere una riduttiva appartenenza partitica, ma deve vedere unite tutte le forze politiche sane del nostro territorio. Siamo pronti a qualunque azione di protesta, per raggiungere il risultato dovuto: la salvezza, la difesa, la tutela e la valorizzazione del monumento».