Se la si guarda in fotografia la Saliera di Benvenuto Cellini sembra un monumento grande, anzi grandioso. Ma in realtà è piccola, può stare su una tavola e certamente era destinata ad ornare una tavola grandiosa. Il grande orafo fiorentino la fece negli anni Quaranta del Cinquecento per la corte di Francia e infatti è conosciuta col nome di Saliera di Francesco I. Un pezzo regale per un re fatto d'oro e di smalti ed uno dei più grandi capolavori, forse, di questo genere d'arte. Cellini era arrivato alla corte di Francia seguito da una fama straordinaria. Era considerato il più bravo di tutti e lo era sul serio. La Saliera è la migliore dimostrazione della sua abilità prodigiosa. E' in effetti un'opera gigantesca, ma gigantesca di concezione, e non ha mai cessato di stupire coloro che nel corso dei secoli l'hanno vista. E' stata per molto tempo conservata nel museo di Belle Arti di Vienna e lì è stata rubata. Non c'è dubbio che è un'opera unica al mondo, testimonianza dell'abilità di uno degli artisti più capaci e nello stesso tempo più presuntuosi della storia dell'arte italiana. E' proprio l'apoteosi di una concezione particolare dell'arte perché è un oggetto supremamente inutile, fatto per il compiacimento di chi lo sa guardare e di chi lo sa capire e capirlo non è facilissimo. Si fronteggiano un uomo e una donna seduti l'uno davanti all'altra e sembrano piuttosto respingersi che attrarsi. La donna è il simbolo della terra e l'uomo del mare. Sono naturalmente due divinità dell'Olimpo e Nettuno, il dio del mare, è una rappresentazione veramente straordinaria per bellezza e finezza della materia. Ma tutto l'oggetto fa un'enorme impressione, quando lo si andava a vedere al museo e si capiva bene quale fosse il carattere di Benvenuto Cellini. Un grandissimo studioso, un genio della tecnica, un combattente, un precursore di tanti avventurieri e libertini che verranno nei secoli successivi, un mago. Era un carattere assai conflittuale e non propriamente uno stinco di santo. Anzi, tutto sommato, un uomo abbastanza estroso e entro certi limiti pericoloso specie per se stesso. Sempre insofferente e sempre alla ricerca del rischio, finì persino in galera nel corso delle sue tante scorribande in giro per il mondo. Amatissimo dai potenti fu nello stesso tempo inviso a molti e ne scontò le conseguenze. E' stato uno dei più potenti conoscitori delle tecniche artistiche che si siano mai visti e la statua del Perseo a Firenze è la riprova di tanta capacità. Chi ha rubato quest'opera ha quasi gareggiato con il senso del rischio e con l'abilità di un uomo di questo genere. Però questi malvagi colleghi hanno veramente fatto del male, sottraendo a tutti noi un pezzo eccezionale. Immagino la costernazione dei colleghi del museo di Vienna. Adesso certamente qualcuno dirà che nei musei si può rubare facilmente, che le opere non sono ben protette. Ma la verità è che i nostri musei attraversano tutti un periodo di grandi difficoltà e fragilità. Tutti noi che curiamo i musei abbiamo grandi preoccupazioni e grande bisogno di aiuto e sostegno da parte delle Istituzioni che noi stessi rappresentiamo. Speriamo che in questa circostanza difficile lo stato austriaco aiuti e sostenga i curatori del museo e speriamo che chi ha preso quest'opera si renda ben conto dell'estrema delicatezza dell'oggetto e del problema. Claudio Strinati - Soprintendente per il polo Museale romano
Ma molti musei sono troppo indifesi
La Saliera di Benvenuto Cellini è un capolavoro d'arte fatta d'oro e smalti, realizzata negli anni Quaranta del Cinquecento per la corte di Francia. È un oggetto grandioso, ma piccolo, destinato ad ornare una tavola grandiosa. È considerata una delle opere più grandi e più belle di Cellini, che era considerato il più bravo artista della sua epoca. La Saliera è stata conservata nel museo di Belle Arti di Vienna, ma è stata rubata. È un'opera unica al mondo, che richiede una grande comprensione e apprezzamento. È stata creata con una concezione particolare dell'arte, che rappresenta due divinità dell'Olimpo e Nettuno.
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