Dalla Commissione Ambiente della Camera parere favorevole per il riordino del Consiglio Superiore lavori pubblici -------------------------------------------------------------------------------- 07032006 - La Commissione Ambiente e Lavori pubblici della Camera, nell'ultima seduta della legislatura, ha espresso parere positivo su due importanti provvedimenti: il Codice degli appalti pubblici e il riordino del Consiglio Superiore dei lavori pubblici. Per quanto riguarda il Testo unico degli appalti pubblici, la Commissione ha subordinato il proprio parere favorevole a numerose condizioni: la necessità di approfondire le problematiche connesse al rapporto Stato-regioni; di introdurre norme «moralizzatrici» nel mercato delle qualificazione degli esecutori di lavori pubblici, prevedendo una revisione straordinaria delle attestazioni già emesse dalle SOA; di limitare il potere discrezionale delle stazioni appaltanti nelle procedure di trattativa privata e appalto integrato. Tra le osservazioni della Commissione c'è l'opportunità di escludere dagli «accordi quadro» le prestazioni intellettuali, quali la progettazione, che non sono caratterizzate dalla ripetitività; in tema di raggruppamenti temporanei e consorzi ordinari di concorrenti, la Commissione invita il Governo a valutare l'opportunità di precisare che, per i lavori pubblici, la norma deve riferirsi alla qualificazione e non ai requisiti economico-finanziari; tra i criteri per la valutazione dell'offerta, occorrerebbe introdurre anche criteri volti a soddisfare esigenze sociali; infine, è suggerita l'introduzione di una specifica disposizione sull'affidamento in house, che configuri l'istituto in termini straordinari e residuali. Relativamente allo schema di regolamento recante riordino del Consiglio superiore dei lavori pubblici, la Commissione ha innanzitutto rilevato che il provvedimento ridefinisce la struttura organizzativa del Consiglio, ma anche le funzioni, prevedendo - tra l'altro - che esso possa essere chiamato a esprimere parere sulle questioni riguardanti la materia dei lavori pubblici sottoposte alla sua attenzione da diversi organi ed enti pubblici. Ha poi espresso alcune osservazioni, ad esempio l'opportunità di mantenere la previsione di un potere di vigilanza in capo al Consiglio superiore dei lavori pubblici, che non risulta attribuito da alcuna disposizione normativa e, dunque, esula chiaramente dalla potestà regolamentare del Governo.