La tutela dell'ambiente non dev'essere solo un'imposizione. CAGLIARI. Il Piano paesaggistico piace e non piace. Nell'incontro a Palazzo Regio, la commissione regionale all'Urbanistica ha ascoltato sindaci, assessori, industriali e associazioni ambientaliste. Tutti gli interventi sono stati caratterizzati da una sola premessa: Siamo d'accordo con la tutela del paesaggio e, in linea di principio, l'esecutivo ha fatto bene anche se...". Lo hanno detto Gualtiero Cualbu dell'associazioni degli Industriali, il sindaco di Muravera Salvatore Piu, il primo cittadino di Teulada, Giovanni Albai e di molti relatori che ieri hanno partecipato ai lavori. Dopo le premesse, però, sono partite le stoccate. E' vero - ha detto Salvatore Piu, che, tessera della Margherita in tasca, guida una giunta appoggiata da An e Fortza paris - siamo in fase di dialogo, ma il coinvolgimento degli enti locali dev'essere più efficace. I comuni hanno da sempre poco potere e quel poco che oggi abbiamo ancora, dobbiamo difenderlo con forza. Nel nostro territorio, su trentacinque chilometri di costa, quelli compromessi sono solo quattro, quindi possiamo ritenerci virtuosi, e non si può pensare di bloccare tutto: prima di arrivare ad una disposizione ultimativa com'è il Piano, occorre che la Regione conosca le realtà e capisca quali sono le attese dei territori". Gianfranco Piu, sindaco di Villaputzu a capo di una giunta centrista, si è spinto oltre, con le servitù militari: Il trenta per cento del nostro territorio è in mano all'Esercito, un'altra porzione importante è già vincolata a tutela dei beni ambientali. Se poniamo un veto anche su quello che rimane e blocchiamo lo sviluppo, cosa devo dire ai miei concittadini, continuate ad iscrivervi alle liste di collocamento? Dobbiamo continuare ad amministrare un popolo di disoccupati? Perché con tutte le riforme che la Regione sta applicando - ha accusato Piu - ogni giorno ci troviamo attorno una marea di disoccupati in più. Anche il sindaco di Teulada, Giovanni Albai, eletto in una civica di centrodestra, ha detto che il vero problema è lo sviluppo e, come Gianfranco Piu, ha denunciato l'invadenza delle Servitù. Nessun giro di parole, a parte la già citata premessa comune: Siamo convinti che l'ambiente debba essere tutelato, ma il Piano, così com'è, non può essere accettato perché cancella tutta la programmazione di questi anni. Secondo la Regione, dei cinquecentomila metri cubi previsti dal nostro Puc, potremmo costruire forse il dieci per cento e questo è inaccettabile. Qui non parliamo di seconde case, ma di strutture alberghiere che servono per lo sviluppo del territorio. E non dimentichiamo che un terzo del nostro territorio è occupato dai poligoni. Allora - si è chiesto Albai - dobbiamo usare i chilometri di costa solo per mandare i netturbini a pulire? Come possiamo sperare che il territorio sia ben tenuto senza la presenza delle persone?. Una prima risposta è arrivata da Stefano Deliperi, rappresentate dell'associazione ambientalista Amici della Terra, che non ha lesinato critiche ai critici: Quando sento parlare di beni ambientali e archeologici come un peso, mi preoccupo parecchio, soprattutto se queste considerazioni arrivano da amministratori pubblici. Tutti si preoccupano dello sviluppo, ma ancora non ho sentito nessuno che abbia parlato del territorio come un valore economico e identitario. Il Piano paesaggistico è uno strumento fondamentale, insieme alla Conservatoria delle coste: forse nessuno ha notato che i turisti - ha concluso Deliperi - continuano a venire in Sardegna, pur sopportando costi non indifferenti, perché cercano qualcosa che negli altri posti non esiste più. Il confronto è sempre più aperto, come ha detto il presidente della commissione regionale, Giuseppe Pirisi.