MECENATI«Friends of Florence in 5 anni ha tirato fuori 6 miliardi delle vecchie lire per finanziare restauri ad opere fiorentine. Si tratta di 20, 30 volte quanto hanno sborsato per lo stesso fine e nello stesso periodo i privati nostrani» dice con non celati toni polemici Antonio Paolucci, soprintendente al Polo museale fiorentino a proposito della Fondazione presieduta da Simonetta Brandolini d'Adda, che raccoglie molti americani, e non solo, in nome dell'amore per Firenze. «Si capisce perché - continua il soprintendente - anche nel calcio per salvare la Fiorentina ci sia stato bisogno di un signore che produce scarpe nelle profonde Marche». L'occasione è stata la presentazione del prossimo restauro dei due gruppi bronzei sovrastanti la porta nord e sud del Battistero, prima che Paolucci si recasse ad un importante incontro con giapponesi non meglio identificati in vista di un ancora misterioso prossimo restauro. Questioni di soldi, insomma, e la storia si ripete se è vero che, molto tempo fa, doveva essere durissimo trattare con l'Arte di Calimala, sotto la cui tutela era allora il Battistero. Il povero Giovan Francesco Rustici che realizzò La predica del Battista, le tre statue in bronzo che dal 1511 sovrastano la porta nord, per completare l'opera fu costretto a vendere un podere e riuscì ad avere i 1200 fiorini pattuiti solo 12 anni dopo.Né miglior fortuna ebbe Vincenzo Danti le cui tre statue della Decollazione del Battista furono poste nel 1571 sopra la porta di Andrea Pisano: sfinente dev'essere stata la trattativa sul compenso, conclusasi solo dopo la mediazione di Cosimo de' Medici. Presto le opere raggiungeranno i laboratori da poco acquisiti in via de' Marignolli da parte dell'Opera di Santa Maria del Fiore sotto la cui giurisdizione passò il Battistero dopo l'abolizione delle Arti del 1770. Si tratterà di una campagna di restauro affidata direttamente all'Opificio delle pietre dure, è il caso dei bronzi del Danti, o a privati come nel caso del Rustici: naturalmente il tutto sarà coordinato da Annamaria Giusti che dirige il settore dei bronzi dell'Opificio. La diagnostica permetterà di stabilire se sarà il caso, fra due anni, a restauro concluso, che i bronzi tornino nella loro collocazione originaria dopo che saranno esposti nei nuovi locali del Museo dell'Opera. Si saprà allora forse anche se la collaborazione attiva da parte di Leonardo da Vinci col Rustici di cui scrive il Vasari potrà essere confermata. "Friends of Florence", che negli ultimi anni ha permesso che fosse restaurato il David, che riprendessero vita e leggibilità le grandi tele della Tribuna della Galleria dell'Accademia, che sta finanziando gli interventi in corso nella Sala della Niobe agli Uffizi, impegnerà 350.000 euro al netto da tasse per il restauro dell' opera del Rustici. L'altra, quella del Danti, è affidata alle cure dei 3 restauratori del settore bronzi dell' Opificio delle pietre dure.