PIAZZA ARMERINA. Sarà come passeggiare nell'antica Roma, in una rete di passerelle opache che porterà quasi a sfiorare i mosaici del IV secolo dopo Cristo. E poi l'incanto delle visite in notturna, con l'illuminazione diffusa da sotto i percorsi trasparenti, con la luce smorzata per non rovinare la visione d'insieme della Villa del Casale. Eccoli, i primi dettagli del progetto di restauro per la Villa Romana di Piazza Armerina: un pacchetto di interventi, quello progettato dal direttore del Centro regionale per il restauro Guido Meli, ancora rigorosamente «top secret» in vista della presentazione ufficiale prevista per il 30 marzo a Ferrara, ma che già inizia a trapelare per bocca dell'Alto commissario per la Villa Vittorio Sgaibi e del progettista, che ieri è intervenuto alla trasmissione di Radio Giornale di Sicilia Ditelo a Rgs. «Il progetto - spiega Meli -prende le mosse dalla valutazione di Minissi, restituendo ai visitatori la visione completa degli ambienti e salvaguardando murature e perimetri. Per questo è stata esclusa una copertura unica che inglobasse l'edificio». «In linea di principio -aggiunge Sgarbi - sostituiremo i materiali logorati dal tempo senza abbandonare la strada tracciata da Minissi. Questa è la miglior soluzione possibile». Serviranno i 18 milioni di euro già accordati dall'Unione europea e i trenta mesi che restano prima del 31 dicembre 2008 per portare a termine il progetto. Che parte da una constatazione di fondo: lo stato di conservazione dei mosaici, eccezionale al momento del ritrovamento, è notevolmente peggiorato. Da questo si muoverà l'intervento, che prevede il restauro dei tappeti musivi con tessere marmoree o vitree, dell'area del calidarium, delle superfici intonacate e dei rivestimenti marmorei. Sia per i mosaici che per gli in tonaci dipinti, gli interventi saranno preceduti dalla pulitura e dalla rimozione stratigrafica delle incrostazioni. Un restauro completo interesserà invece il Frigidario e le piscine annesse, il porticato del grande peristilio, la fontana e il Sacello dei Lari, il Triclinio e i pavimenti in opus sectile della Basilica. Ma ci sarà anche da lavorare sulla copertura: sarà una struttura opaca di legno rivestita in lamina di rame preossidato per evitare il surriscaldamento, in una con tinuità logica con l'intervento Minissi che punta alla realizzazione di una copertura leggera e reversibile, con minime interferenze con la struttura originaria. E se per garantire le gerarchle luminose originarie della Villa, chiudendo gli ambienti per differenziare le sale di rappresentanza da quelle private, dalla luce piena del peristilio alle modulazioni d'ombra dell'interno, la novità maggiore è attesa per la visita in notturna: i mosaici saranno illuminati tramite fonti luminose collocate sotto le passerelle, secondo uno schema di riduzione della luce al minimo che permetterà di far solo intravedere la massa architettonica della Villa. E poi le passerelle, che dalle sommità dei muri uniformeranno la quota degli ambienti adeguandosi alle diverse parti dell'edificio: per l'Ambulacro della Grande Caccia - dove addirittura si passa su un tappeto poggiato sui mosaici - sarà realizzata una passerella a sbalzo, di minimo impatto visivo, mentre per la Basilica si sta disegnando un percorso sulla fascia sinistra che non calpesti il rivestimento in marmo. A margine, infine, anche la sistemazione delle aree vicine, con zone pedonali, parcheggi e negozi, in un perimetro protetto da sistemi di sicurezza contro tombaroli e incendi. «Riporteremo finalmente la Villa del Casale al suo antico splendore - afferma l'assessore regionale ai Beni culturali, Alessandro Pagano -. Il progetto, fortemente voluto dall'assessorato, si pone tra le grandi opere della Regione in tema di conservazione del patrimonio artistico e culturale, consentirà non solo di risolvere una situazione che stava progressivamente aggravandosi ma anche di fruire a 360 gradi di un bene di inestimabile valore».