«L'interesse dei privati in materia di beni culturali è certamente aumentato negli ultimi anni e si è rivelato una fonte notevole di risorse economiche da utilizzare per la conservazione e la tutela del nostro patrimonio artistico». L'affermazione è della sovrintentendente ai Beni culturali, Mariella Muti, che ieri dai microfoni della trasmissione radiofonica «Ditelo a Rgs» ha lanciato un ulteriore invito a non trascurare la possibilità di accrescere quest'interesse attraverso varie formule che in un futuro magari non molto lontano, potrebbero avere un riscontro anche in materia di detrazioni fiscali, oltre che costituire una valida alternativa ai finanziamenti statali. Da qui l'idea - fin'ora in fase di elaborazione - di coinvolgere in maniera crescente privati cittadini, club service, associazioni, in grado di effettuare donazioni, impegnarsi economicamente contribuendo parzialmente o totalmente nel recupero o la conservazioni di innumerevoli beni culturali. «Quello che ho in mente - afferma Mariella Muti -è una specie di "lista". Un elenco di monumenti e opere d'arte, dove "scegliere" ciò che è più congeniale alla disponibilità di ognuno. Senza un obbligo di spesa fissa poter destinare la somma prestabilita al recupero del bene, farlo proprio, e restituirlo alla città». In questo, c'è da dire, sono stati molti gli interventi andati a buon fine: la Fontana di Diana in piazza Archimede restaurata dalla Sogeas, il rosone della chiesa di San Giovannello alla Giudecca, ad opera del Rotary, la Fontana degli Schiavi alla Marina, il Kiwanis, l'ingresso per idi-sabili in Cattedrale finanziato dai Lions, e anche l'intervento di due privati cittadini che a Francofonte hanno restaurato la Torre dell'Orologio sulla chiesa di san Gerolamo. A Noto invece nella Chiesa di San Carlo, una cittadina ha finanziato il restauro di un cappella. «La nostra "lista nozze" - suggerisce la sovrintendente - sarebbe lunghissima: ad esempio, in Cattedrale ci sarebbero da restaurare gli affreschi delle cappelle e altre opere d'arte conservate, la cripta della chiesa dei Cappuccini; nell'area archeologica sono previsti sistemi audiovisivi per le visi te guidate o per la ricostruzione virtuale. Tutto questo accrescerebbe la valorizzazione dei siti. Per non parlare della provincia dove c'è un patrimonio culturale enorme: a cominciare da Pantalica dove bisogna garantire la manutenzione, e poi gli ori, gli argenti, le statue custodite nelle chiese». Le detrazioni fiscali, argomento più spigoloso, è visto così dalla sovrintendente. «Introdurrei serie detrazioni fiscali per i privati - dice Muti - che intendono contribuire al restauro dei beni culturali, o che possiedono opere d'arte e le vogliono mettere a disposizione di tutti». Il primo passo verso questa sorta di innovazione nella ricerca di finanziamenti, potrebbe muoversi nel campo dell'informatica. La preziosa "lista" andrebbe inserita - suggerisce ancora Mariella Muti - nel sito internet dei Beni culturali "ed è chiaro - aggiunge - che per realizzare questo progetto è necessaria la collaborazione della Regione, del ministero dei beni Culturali e delle Curie".