«Un allarme ingiustificato ed eccessivo, quello lanciato dal Dipartimento di Stato americano sull'Italia, che rischia di penalizzare il turismo nel nostro Paese, colpendo in particolare città d'arte come Firenze: fortunatamente, almeno a botta calda, gli effetti non si fanno sentire». Questo il commento della concessionaria Opera, che gestisce servizi e biglietterie dei musei statali fiorentini, a proposito delle polemiche suscitate dall'allarme statunitense. Un grido che rischia di mettere a repentaglio una stagione che, dal punto di vista delle affluenze nei musei, si annunciava rosea. «Anzi, di più conferma la concessionaria Già dall'inizio dell'anno, sul fronte delle prenotazioni, le cose sì mettevano per il meglio. Ma non ci preoccupiamo più di tanto: di allarmi, nel corso degli anni, ce ne sono stati parecchi». Tanto che, nell'agosto dello scorso anno, vennero rafforzate le misure antiterrorismo, e la soprintendenza mise in funzione due nuovi metal detector per vigilare sugli accessi di Palazzo Pitti e del Giardino di Boboli, che andarono a sommarsi a quello già in funzione agli Uffizi. Non senza disagi... Il metal detector di Palazzo Pitti deve controllare in media 3.500 visitatori al giorno. Conseguenza inevitabile, nei giorni di maggiore affluenza, si formano lunghe code e rallentamenti. Stesso dicasi per quanto riguarda la Galleria dell'Accademia. I controlli sono accurati, in quanto attraverso al melai detector devono passare tanto i visitatori che i dipendenti, e il dispositivo 'suona' ogni volta che entra in contatto con oggetti metallici: «Anche una semplice cintura, che deve essere tolta e depositata in un apposito contenitore, almeno agli Uffizi conferma il portavoce di Opera . E questo, naturalmente, allunga di non poco i tempi. Ma i cittadini americani, soprattutto quelli che sono stati a New York dopo l'attentato alle torri Gemelle, ci sono abituati». «L'installazione dei metal detector? Non credo proprio possa essere questa la causa delle code all'ingresso dell'Accademia la posizione della direttrice della Galleria, Franca Falletti . Il fatto è che abbiamo registrato un aumento dei visitatori: 5, 6mila persone, mediamente, nel luglio scorso, con un picchi di 8mila, grazie all'apertura serale». Scettico l'atteggiamento dei sindacati: «Concordo con la posizione dell'allora prefetto Serra che, in merito all'installazione dei metal detector, affermò che si tratta di misure palliative, in quanto fanno bene per le pistole, ma non per certi tipi di esplosivo».
Musei, Pasqua in ripresa. E controlli più rigorosi
Il Dipartimento di Stato americano ha lanciato un allarme ingiustificato sull'Italia, che potrebbe penalizzare il turismo nel Paese. Tuttavia, gli effetti non si sono fatti sentire, specialmente a Firenze, dove i musei statali hanno registrato un aumento delle prenotazioni. La concessionaria Opera ha confermato che non ci si preoccupa più di tanto per gli allarmi, poiché ci sono stati molti di essi nel corso degli anni. I controlli di sicurezza, come quelli dei metal detector, sono stati rafforzati, ma non hanno rallentato troppo le visite ai musei. I cittadini americani sono abituati a questi controlli e non credono che possano essere la causa delle code all'ingresso.
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