Tra l'Istituto centrale per il restauro di Roma e l'Opificio delle pietre dure di Firenze si è inserito di recente il Cento di conservazione e restauro (Ccr) La Venaria reale (Torino), destinato a imporsi nel futuro come terzo polo Italiano. Aperto a novembre nella reggia di Venaria, il più grande cantiere di restauro d'Europa, il Centro presieduto da Carlo Callieri ha fatto una campagna acquisti di prim'ordine, affidando la direzione scientifica dell'impresa a Enrica Spantigati, soprintendente del patrimonio artistico piemontese, e i laboratori a Pinin Brambilla. Ministero, Regione Piemonte, università di Torino, fondazione per l'arte della Compagnia di San Paolo e Fondazione Cassa di risparmio di Torino, i soci fondatori, hanno portato in dote 2,5 milioni di euro di capitale. Parte della cifra servirà ad avviare la scuola di restauro che dal 2007 formerà 12 giovani under 35 ogni anno, il primo corso ufficialmente abilitato a rilasciare il titolo di laurea in restauro. Due le carriere possibili: restauratore presso il centro di Venaria o insegnante. Il costo dell'iscrizione (6 mila euro) sarà coperto per metà da borse di studio. I laboratori di restauro, analisi, ricerca e diagnostica sono quattro: dipinti su tela, dipinti su legno, affreschi e stucchi, mobili. Nei prossimi mesi sarà invece attivato un gabinetto di restauro tessuti e, più avanti, una sezione per il recupero dell'arte contemporanea, della fotografia e dei film.