Chiunque pone delle questioni serie viene considerato come la sfortunata figlia del re di Troia. Purtroppo Cassandra indovinava esattamente quello che sarebbe avvenuto in futuro. C'è poco da star tranquilli per i destini dell'architettura pubblica italiana. La storia del Maxxi, che tradotto vuoi dire Museo delle Arti del XXI secolo, sembra essere la storia infinita di un'opera pubblica e in particolare destinata alla cultura. Unica variante è che l'impresa (caso strano) era ottima e stava compiendo un buon lavoro, nonostante la complessità del progetto. Zaha Hadid nel 1998 ha vinto il concorso per il Maxxi, primo grande concorso bandito dallo Stato da epoca immemorabile. Il costo del '98 erano 120 miliardi di lire. Il ministro dell'epoca, Walter Veltroni, aveva istituito una legge, la numero 237 del 1999, che Stanziava 80 milioni dì euro per il progetto del museo. 2002. Vengono aggiudicati i lavori. Tremonti dimezza i finanziamenti: ma le opere erano già state appaltate! Un anno dopo il ministro Urbani, insieme all'"uomo dei tunnel" (il ministro dei Lavori pubblici) partecipano alla posa della prima pietra e con grandi squilli di trombe annunciano, in conferenza stampa, che tutto va bene e che per i soldi destinati al Maxxi non ci sarà problema. Nel 2005, poco prima di Natale, altra conferenza stampa. Adesso c'è Buttiglione e non più Urbani e l'uomo dei tunnel si assenta, ovviamente per grandi impegni istituzionali, alla presentazione dello stato miserrimo dei finanziamenti. Il cantiere era sul punto di fermarsi. Buttiglione, grande conoscitore di architettura e urbanistica (?!), annuncia che un disegno di legge è in corso per finanziare la miserrima cifra di 10 milioni di euro per il museo. Il 10 gennaio 2006 la legge viene approvata, il 24 febbraio 2006 il finanziamento viene cancellato. Allora sì pongono molte questioni. L'ottima impresa costruttrice deve fermare i lavori. La cosa costerà sicuramente ai contribuenti molto denaro. Come si diceva una volta, ne parlano tutti e se ne parla dappertutto. Non c'è conferenza, incontro tra architetti e critici e altro in cui lo stato lamentevole delle opere pubbliche in Italia non sia messo in risalto. Dal '98 sono passati otto anni. Il nuovo governo sarà diverso, e lo spero. Si prevede che l'opera non sarà stata conclusa prima di una dozzina di anni, facendo conto dalla data in cui il progetto è stato bandito. E questo ci sembra un paese normale? Il 37 uomo più ricco del mondo, che al momento governa il paese, forse starebbe meglio a coltivare i suoi cactus nella sua amata casa semi-abusiva in Sardegna.