Monete, vasi, statuette e pergamene venduti attraverso Internet, alcuni negli Stati Uniti e in Australia. Venticinque denunciati Sequestrati novemila pezzi nei salotti dei collezionisti privati Blitz dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale sul sito delle aste on-line"E-bay": venivano venduti preziosi reperti archeologici di epoca greca, romana e bizantina. Sono 8.853 i pezzi sequestrati a 25 insospettabili siciliani, che si apprestavano ad avviare le aste. Nell'indagine di nove procure sono finiti liberi professionisti, studenti e insegnanti, tutti con una grande passione per il computer e l'archeologia. Le indagini proseguono, anche perché le contrattazioni si sono spostate dal sito italiano di Ebay a quello internazionale: fra i pezzi più venduti, le monete che arrivano dall'antica Himera. Parla un tombarolo ormai in pensione: «Piana degli Albanesi è stata saccheggiata per l'80 per cento già trent'anni fa». Operazione dei carabinieri in tutta Italia seguendo la pista delle vendite sul sito di Ebay Molti oggetti sono finiti all'estero impossibile recuperarli. Coinvolti professionisti, insegnanti e studenti Sequestrati 9 mila pezzi di archeologia siciliana, 25 denunciati PER una moneta di epoca greca la base d'asta era di cinque euro. Si partiva invece da 30 euro per una moneta d'argento dell'antica Siracusa. Molto di più per «un sigillo di fattura mesopotamica». Bastava scorrere il catalogo di "Ebay", il più famoso sito delle aste on-line, per trovare in vendita un pezzo di storia. I carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Palermo hanno scoperto un mercato, neanche troppo clandestino, che partiva dalla Sicilia e si estendeva in tutto il mondo. Per qualche tempo, i militari si sono finti acquirenti e hanno osservato l'andamento delle contrattazioni. Poi, con la collaborazione dei gestori di Ebay sono entrati in azione, per scoprire chi si nascondesse dietro quei nickname, i soprannomi di Internet, che mettevano all'asta piccoli e grandi pezzi di archeologia. Dopo sei mesi di indagini, sono 8.853 i pezzi sequestrati. Soprattutto monete, ina anche piatti, vasi e ceramiche, anfore e fibbie in bronzo: risalgono ad epoca greca, romana e bizantina. Sono 25 le persone denunciate per ricettazione: si tratta di liberi professionisti, studenti e insegnanti, tutti siciliani con la passione dei computer e dell'archeologia. Le perquisizioni dei carabinieri sono scattate anche in Veneto, Piemonte, Lombardia, Marche, Puglia e Molise, lì dove si trovano gli acquirenti. Ma molti altri oggetti, che non si potranno più recuperare, sono finiti all'estero: in Spagna, Erancia, Inghilterra, ma anche negli Stati Uniti, in Canada e persino in Australia. Sono adesso nove le procure siciliane che collaborano con i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Palermo. L'indagine è appena all'inizio. C'è da scoprire come i 25 indagati siano venuti in possesso degli oggetti antichi. Qualche traccia interessante potrebbe essere negli hard-di-sk dei computer sequestrati, magari fra i contatti della posta elettronica. Nessuno ha saputo dare una giustificazione credibile ai carabinieri: a casa di qualcuno, c'erano delle vere e proprie collezioni antiche. Gli investigatori ritengono che molti degli indagati abbi a-no anche «l'hobby» della ricerca, in quelle zone archeo-logiche siciliane (sono davvero tante) dove nessuno vigila. Fra i 25 denunciati, c'è pure qualche falsario: i tre "sigilli di area mesopotamica (uno a cilindro e due a stampo)" erano delle imitazioni grossolane, che avrebbero comunque fruttato parecchi euro ai venditori. Verifiche di autenticità sono state effettuate anche su una pergamena con iscrizioni ebraiche: gli specialisti dell'Arma hanno confermato che si tratta di un pezzo originale. «Siamo alla prima fase dell'indagine conferma il colonnello Giovanni Pastore, vice comandante del Nucleo tutela patrimonio culturale noi speriamo che dall'esame del materiale sequestrato e dai documenti acquisiti durante le perquisizioni, si possano individuare altri complici dei tombaroli e recuperare altri oggetti depredati durante gli scavi clandestini». Il punto dolente resta sempre lo stesso : in Sicilia, troppi siti archeologici non vengono vigilati. Ogni anno, i carabinieri si trovano ad aggiornare una mappa del rischio in Sicilia, e la spediscono puntualmente all'assessorato regionale ai Beni Culturali. All'edizione 2006 verrà allegato l'elenco degli 8853 beni recuperati in tempo su Ebay, prima della conclusione delle aste. Poi, fra qualche tempo, tutti i pezzi sequestrati verranno restituiti alla Regione: c'è materiale per farci un museo.