Ecco dunque la risposta italiana all'ormai celebre chiesa di Tor Tre Teste del newyorkese Richard Meier, il gioiello che da un paio d'anni illumina con il suo bianco splendente un'area periferica presso la via Prenestina. Non è senza significalo che il tempio firmato da Piero Sartogo sorga in mezzo al convulso cemento della Magliana, altra zona periferica: l'architettura d'autore segue la dilatazione della città. Ormai Roma si conferma come un laboratorio di grande architettura. Da qualche tempo è stato interrotto il lungo silenzio che dagli ultimi interventi degli anni Sessanta è arrivato alla fine del secolo. Tranne qualche rara eccezione, la città è andata avanti per decenni senza offrire, esempi di architettura di alta qualità. La Moschea di Portoghesi prima e l'Audito-rium di Renzo Piano poi hanno avviato un autentico «rinascimento architettonico». Ora a Roma operano o si accingono a lavorare grandi architetti come Rem Koohlaas, Richard Meier, Massimi! lana Fuksas, Franco Pur ini, Odile Decq, Zaha Hadid, Santiago Ca-latrava, Richard Rogers, Vittorio Gregotti, Carlo Aymonino, Manuel Sai godo. La Nuova Fiera di Roma è opera di Tommaso Valle, per rifare una stazione (Tiburtina) è in campo Paolo Desideri, una multisala è stata affidata a Giovanni Rebecchini e a Fiumicino il municipio è firmato da Alessandro Anselmi. Probabilmente Sartogo (con Nathalie Grenon) non ha voluto mettersi in gara con Meier assieme al quale, due anni fa, vinse il concorso per il nuovo polo universitario di Bologna. Ma la chiesa dell'architetto italiano, con la sua mezza cupola (un elemento assente nel tempio di Meier) e soprattutto con il coinvolgimento, fin dalla fase progettuale, di un gruppo di artisti (scultori e pittori) ha ripreso un'ispirazione di sapore rinascimentale che si contrappone allo stile lineare e minimalista dell'architetto americano che ha perfino evitalo, inprimis, di esibire il crocefisso. Se da un lato, a Tor Tre Teste, il bianco è padrone assoluto della materia, alla Magliana emerge la forte sensibilità per il colore. E se dovesse avviarsi una gara tra grandi architetti, come avveniva nel Rinascimento, non sarebbe che un bene per Roma.