Era considerata una specie di «Gioconda delle sculture», tanto era perfetta, preziosa, ammirata. E riconoscibilissima. Anche per questo quando la polizia austriaca è stata informata del furto della celebre saliera d'oro di Benvenuto Cellini realizzato nella notte tra sabato e domenica nessuno ha potuto fare a meno di pensare a un furto su commissione. «Nessuno dicono gli esperti si arrischierebbe ad acquistare sul mercato clandestino un oggetto tanto famoso e riconoscibile. Troppo facile venir individuati». Per questo chi sta indagando sul clamoroso furto avvenuto nelle sale del Museo di Storia dell'Arte di Vienna si è orientato verso il mondo dei collezionisti. Un furto su commissione. I ladri sono entrati nelle sale del Museo nella notte tra sabato e domenica. Hanno sfondato una finestra e sì sono avvicinati alla teca in vetro che custodiva la saliera. I malviventi hanno dimostrato di conoscere a tal punto il museo che sono riusciti a impossessarsi della straordinaria opera, realizzata nel '500 dal grande maestro fiorentino, senza far scattare alcun allarme. Quella che i responsabili del grande museo austriaco, hanno definito «La Gioconda delle scultura» è un capolavoro alto 26 centimetri. Venne realizzato dall'artista fiorentino in onore di Francesco I, che lo accolse a Fontainebleau con grande onore e gli riconobbe uno stipendio pari a quello di cui aveva beneficiato Leonardo da Vinci. La saliera rappresenta il Mare e la Terra a sedere, con le gambe intrecciate. Il Mare regge una barca sottilmente lavorata destinata a contenere il sale, la Terra un tempietto ionico, ricettacolo per il pepe. Lo zoccolo è ornato da quattro figure d'oro a mezzo rilievo, personificanti la Notte, il Giorno, il Crepuscolo e l'Aurora, separate dai quattro venti principali. «Questo è da considerarsi un furto d'arte di proporzioni gigantesche», ha detto senza mezze misure il direttore del museo, Wilfried Seipel, alla tv austriaca. «La Saliera vale come minimo 50 milioni di euro». A confermare la tesi della polizia austriaca, certa che si tratti di un colpo su commissione, vi è il fatto che la saliera di Cellini è stato l'unico pezzo trafugato dal museo austriaco. Per raggiungerla i ladri hanno anche dovuto compiere una difficile scalata dall'esterno. «C'erano ovunque sensori che percepiscono i movimenti. Stiamo indagando per capire come mai l'allarme non sia scattato», ha detto un portavoce della polizia. Ed è possibile che la banda abbia potuto contare su uno o più complici all'interno del museo viennese. Le indagini della polizia tedesca, visto anche il ritardo con cui è stato scoperto il furto, si sono subito allargate anche al di fuori dei confini austriaci. Il reato è stato notificato all'Interpol e la polizia austriaca sta collaborando con gli inquirenti di Germania, Italia e Gran Bretagna per tentare di recuperare il tesoro.