Un pezzo importante della mitica città di Ur è venuto alla luce grazie a un gruppo di studiosi italiani, con l'aiuto dei militari del nostro Paese impegnati nella missione irachena Antica Babilonia. Accanto alla ziqqurat, il tempio a gradoni, è emerso un masso di dolerite, un tipo di roccia basaltica, de] peso di 200 chili. Il processor Giovanni Pettinato, docente di Assirologia alla «Sapienza» di Roma, grande esperto di archeologia mesopotamica, si è subito reso conto che la scoperta era di enorme interesse. «La parte superiore del reperto spiega il professor Pettinato reca un'incisione che in pratica è la firma del fondatore della terza dinastia di Ur, il re Ur-Nammu». La decrittazione della scritta corrisponde infatti alla frase: «Ur-Nammu, re di Ur, colui che il tempio di Nanna ha costruito». Nanna («colui che illumina») era il dio luna. Veniva rappresentato con una lunga barba in groppa a un cavallo alato. Il masso, apprendiamo ancora dal professor Pettinato, «risale al 2100 avanti Cristo». Era costume dei sovrani sumerici, quando erigevano un tempio o palazzi reali, porre enormi pietre angolari alle fondamenta. E su queste pietre venivano incisi il nome del donatore e quello dell'architetto che aveva realizzato l'opera. Il reperto rintracciato dagli italiani era proprio una pietra angolare. Accanto all'incisione presenta una profonda e ampia buca, nella quale era incardinata una porta che, a giudicare dall'impronta lasciata dal perno, doveva avere grandi dimensioni. La roccia sarà custodita nel museo di Nassiriya, ricostruito dai militari italiani. Il tempio del dio Nanna attraeva devoti da tutta la Mesopotamia. Nanna, detto anche Sin, aveva come simbolo la luna crescente ed era venerato soprattutto dai nomadi, che facevano affidamento sulla luce della luna per trasferirsi da un posto all'altro. Nella zona di Ur non esistono rocce simili a quella ritrovata, perciò il professor Pettinato ritiene che il masso sia stato trasportato da molto lontano, forse dal-1 Oman. La cosa curiosa è che nel 1920 gli archeologi inglesi effettuarono accurati scavi ma stranamente non si accorsero di questa importante pietra angolare. La lasciarono in mezzo al materiale di scarto. «E proprio lì racconta Pettinato noi l'abbiamo rintracciata». La città di Ur sorgeva sulla riva sinistra del fiume Eufrate, a pochi chilometri dall'attuale Nassiriya. Da Ur partì Abramo, il padre delle tre religioni monoteiste, cristiana, ebraica e musulmana. Ma com'era Ur? È una domanda alla quale presto gli studiosi italiani, che sono in Iraq per conto del Cnr, daranno una risposta precisa. In base alle mura perimetrali e ai resti archeologici, con l'aiuto di un topografo, verrà ricostruita l'antica città con le sue vie e i suoi palazzi. Tutti potranno ammirarla su un sito che si chiamerà Virtual Iraq Museum.
Nassiriya, ecco la firma del re di Ur. Ritrovata da italiani la pietra angolare del tempio del dio Nanna
Un gruppo di studiosi italiani, con l'aiuto dei militari italiani impegnati nella missione irachena Antica Babilonia, ha scoperto un masso di dolerite con un'incisione che rappresenta il re Ur-Nammu, fondatore della terza dinastia di Ur. La scritta incisa corrisponde alla frase "Ur-Nammu, re di Ur, colui che il tempio di Nanna ha costruito". Il masso, che pesa 200 chili, risale al 2100 a.C. e presenta una profonda buca con una porta che doveva avere grandi dimensioni. La roccia sarà custodita nel museo di Nassiriya. Il tempio di Nanna era un luogo di grande importanza per la popolazione mesopotamica, che lo venerava soprattutto per la luna crescente.
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