Decolla a Firenze dopo una lunga gestazione la Fondazione per la cultura, registrata dal notaio il 15 marzo scorso e che avrà il compito di gestire i musei e gli eventi culturali della città. Nel consiglio di amministrazione della Fondazione, costituita dal Comune, dalla Provincia, dalla Camera di commercio e da alcuni istituti di credito, figurano numerosi personaggi di richiamo nazionale e internazionale. A cominciare dal presidente, Lorenzo Bini Smaghi, l'economista che rappresenta l'Italia nel board della Banca centrale europea, fino al costituzionalista Enzo Cheli e a Jacopo Mazzei, manager del gruppo Fratini. Ma c'è anche chi è critico nei confronti della neonata istituzione. «Si favoriscono gli interessi di categorie economiche per un piano pseudo-culturale a loro vantaggio», ha tuonato ad esempio la consigliera comunale Omelia De Zordo, che fa parte del movimento dei professori capeggiato da Paul Ginsborg. Palazzo Vecchio, dal canto suo, replica che i nomi prescelti sono una garanzia per un rilancio nazionale e internazionale della cultura fiorentina.