SICILIA. Quarantadue tesori visitabili per due giorni Per le Giornate di primavera promosse dal Fai, il Fondo per l'ambiente italiano, domani e dopodomani porte aperte per monumenti solitamente chiusi al pubblico. Ecco alcuni percorsi. GIORNATE di PRIMAVERA. Il Fondo per l'ambiente da domani apre le porte di tanti tesori noti e meno noti. Ecco alcuni percorsi, dagli androni di Ragusa a Forte Gonzaga a Messina PALERMO. Il Paese con il settanta percento del patrimonio mondiale d'arte - per chi se lo fosse dimenticalo, è l'Italia - spalanca domani e dopodomani le porte di oltre quattrocento tra giardini, palazzi, chiese e monumenti grazie alle Giornate di primavera del Fai, il Fondo per l'ambiente italiano. E nella tavola di bellezza riccamente imbandita per l'occasione, ci sono quarantadue beni in Sicilia, alcuni dei quali chicche da non perdere, tesori di solito non visitabili. Si comincia dalla passeggiata barocca attraverso Ragusa Ibla, che domani (dalle 16 alle 19,30) e domenica (dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19,30) consentirà di ammirare gli androni di alcune delle dimore aristocratiche più rappresentative del periodo successivo al "gran terremoto del 1693", ricostruite tra ì primi del Settecento all'Ottocento. Da Palazzo La Rocca a Palazzo Arezzo di Donnafugata con il suo teatrino, dalla dimora dei Giampiccolo di Camerana fino a quella degli Ottaviano, negli androni - maestosi biglietti da visita delle private opulenze - saranno esposte collezioni di famiglia, che spaziano dai giocattoli antichi alle stampe d'epoca. Un itinerario che i più atletici, domenica, faranno in bicicletta: cinque chilometri, cui se ne aggiungono altri trenta per gli arditi che sempre pedalando vorranno raggiungere Scicli (informazioni al 320 4328344), do ve saranno aperti la chiesa e il convento del Carmine La delegazione di Palermo invita ad andare in provincia. Monreale, dalle 10 alle 16, apre le porte del complesso monumentale Guglielmo 11, dove tornano dopo mezzo secolo due importanti tele di Pietro Novelli e di Giuseppe Velasco, evento cui fa da pendant, al Palazzo arcivescovile, una mostra dedicata proprio a Novelli e ai suoi contemporanei. E ancora, nella cittadina normanna, itinerari nel quartiere medioevale di Ciambra e nelle grotte sotto piazza Duomo. E poi, sempre nel Palermitano, c'è il giardino di Villa Merlo, a Ficarazzi, e due piccole perle a Caccamo: l'oratorio, candido di stucchi settecenteschi, del Santissimo Sacramento e il crocifisso ligneo nella chiesa dei Santi Filippo e Giacomo. Ma anche Messina si offrirà sotto una veste inedita, aprendo le porte di due forti che nel Cinquecento Carlo V volle costruire per sorvegliare la città: Forte San Salvatore, che oggi si trova in zona militare, vigilava sul porto; Forte Gonzaga, posto su una collinetta, sull' accesso alla città (visite in entrambi i luoghi sia domani che dopodomani dalle 9,30 alle 17). Nei dintorni, nel villaggio Ritiro, lungo il valico dei monti Peloritani, è rara l'occasione di visitare la chiesa di Santa Maria della Valle, detta La Badiazza, un tempo affiancata da un monastero oggi crollato. E se Agrigento offre l'occasione di vedere con occhi nuovi i palazzi e le chiese della via Atenea, di solito trascurati a vantaggio delle vetrine, Erice mostra chiese restaurate e riaperte di recente come San Giuliano e San Francesco d'Assisi, ma pure la chiesa del Carmine, aperta solo per l'occasione e ancora in attesa di un definitivo intervento di recupero. 1 visitatori "sbarcheranno" dalla funivia e saranno accolti dai ragazzini-ciceroni in cima alla vetta: apertura dalle 11 alle 17, sia domani che domenica. Curiosità anche ad Acireale, che esibirà la sua antica vocazione termale: aperti infatti l'ottocentesco ex Grande Albergo dei Bagni, che ospitò personalità come Umberto di Savoia e Richard Wagner, e lo stabilimento Terme di Santa Venera (dalle 9 alle 13 e dalle 15,30 alle 18,30). Caltanissetta offre un percorso tematico dedicato ai Moncada, tra chiese, palazzi e viali; Catania le visite alla chiesa della Santissima Annunziata con l'ex convento. La delegazione di Siracusa invita invece a spostarsi in provincia, nella basilica di San Foca a Priolo Gargallo, un edificio dall'architettura misteriosa dedicata al patrono dei marinai, cosa che fa pensare alla presenza di un porto o di uno scalo marittimo nella borgata. Oppure nella celebre Noto, per concentrarsi sulla chiesa di Santa Maria dell'Arco.