NESSUN paese può vantare gli stessi tesori dell'Italia nell'arte, nell'architettura, nell'archeologia, nei monumenti, per non parlare dello stesso paesaggio: avverto sempre che la loro prima e fondamentale funzione è quella di suscitare emozione, di arricchire la nostra consapevolezza del nostro essere uomini. Non perché ne sottovaluti l'importanza economica: il mare e il sole anche altri li hanno, e a prezzi più bassi, mentre su Tiziano, Michelangelo, il Colosseo nessuno può farci concorrenza. Ma se non si ama e non si conosce il bene culturale, non è possibile difenderlo né proporlo agli altri. Permettetemi, allora, di non indugiare troppo sulle possibilità di lavoro legate ad esempio al pur importante indotto alberghiero e turìstico, dalle guide alla ristorazione all'editoria. Esistono, infatti, enormi possibilità ancora troppo poco esplorate, che creano occupazione con un forte contenuto di conoscenza e creatività, al riparo immediato dalla concorrenza di chi è senza qualificazione. Pensiamo al restauro, dove l'esperienza accumulata nei secoli nel conservare e proteggere le opere d'arte ci ha resi leader mondiali: in questi giorni abbiamo istituito l'elenco dei restauratori ed equiparato alla laurea il diploma pubblico; pensiamo alle possibilità legate alla nuova legge, approvata meno di un anno fa, sull'archeologia preventiva che trasforma i grandi cantieri in grandi scavi, con spazi professionali prima inesistenti; pensiamo alla necessità di ringiovanire i ruoli dirigenziali d'alto livello della pubblica amministrazione da troppo tempo senza ricambi di storici dell'arte, architetti, archeologi (pur se i concorsi sono chiusi, siamo riusciti a vararne due per poche decine di persone, ma è un segnale politico preciso). Pensiamo a tecnici informatici per completare la digitalizzazione di tutto il patrimonio librario ed archivistico, musicale e dell'audiovisivo, aumentandone la fruibilità su Internet in tutto il mondo. Sono solo alcuni esempi, questi, ma che aiutano a prefigurate uno sviluppo in cui il bene culturale resti sic il soggetto.