TERNI - "L'Umbria è la regione più bella d'Italia", parola di Rocco Buttiglione, ministro per i Beni culturali nonché capolista al senato per l'Udc. Un cuore d'Italia ricco di verde e d'arte che per il ministro va valorizzato meglio, con un'attenzione particolare per i sentieri religiosi, che possono arricchire l'economia e nel contempo l'animo. Ministro Buttiglione, tutti si stanno accorgendo che in Italia il turismo può diventare una delle principali leve del nuovo sviluppo. Qual è il posto dell'Umbria nell'offerta italiana? "L'Italia è il primo paese al mondo per beni culturali e questa ricchezza è strettamente legata in maniera inscindibile alla dimensione religiosa: pensare all'Umbria, che è uno dei pilastri di questo patrimonio, senza legarla alle radici cristiane è impossibile. Mentre il turismo in generale cala o per lo meno stenta, quello culturale cresce intorno al 4 per cento. È evidente che natura, sole, laddove c'è, mare, sono un'offerta che anche altri possono fare, spesso a prezzi più convenienti. Beni culturali come quelli italiani gli altri non ce li hanno. In questo senso non solo l'Umbria, ma tutta l'Italia ha molto da fare per valorizzare meglio questa enorme risorsa. Attenti però sarebbe sbagliato pensare che la funzione principale dei beni culturali sia quella economica: il primo valore è di arricchire l'animo, di emozionare, e, come spesso succede per l'Umbria, di richiamare ad un senso religioso della vita. E questa funzione va anch'essa sicuramente potenziata di più". L'Umbria è lanciata sulla via del turismo, il profilo economico di Terni si caratterizza però per l'industria pesante. Come può vincere Terni la concorrenza dei paesi in via di sviluppo? "La sfida, per il turismo come per l'industria, si vince facendo cose che altri non sanno fare, quindi più tecnologia e innovazione, cosa che spesso si traduce in servizi più avanzati. Quando ero ministro per le Politiche Comunitarie e andavo a parlare con gli industriali tedeschi per farli desistere dalle misure punitive a danno delle acciaierie di Terni spiegavo che la vocazione e la storia del territorio sono una risorsa fondamentale anche per l'industria più avanzata. Infatti se innovazione e formazione sono alla base dei servizi competitivi tanto più possono esserlo ad esempio per gli acciai speciali o per alti settori ad alto contenuto tecnologico. Chi come a Terni è già collocato in una lunga tradizione è avvantaggiato in questa sfida, che come tutte le sfide, non riposa sugli allori per quanto gloriosi del passato, ma richiede impegno e serietà". L'Umbria è una delle poche regioni in cui dal dopoguerra il potere è nelle mani della sinistra. Qual è il contributo dell'Udc per l'alternanza? "Il ricambio della classe politica è fondamentale per rispondere ad una società che corre sicuramente più veloce dei suoi politici. Era la Dc ad essere condannata a vincere per arginare il pericolo comunista. Adesso il "mercato politico" è cambiato, ma non tutti hanno fatto i conti con il loro passato. Occupare il potere non significa fare il bene degli amministrati. Vedo che cresce la voglia di maggiore libertà. Sarei ipocrita se non dicessi che sono convinto che l'Udc ha le carte in regola per guidare il cambiamento, dare risposte di credibilità istituzionale, responsabilità politica, attenzione ai valori profondi della gente, spirito di tolleranza". Lei prima di essere un politico è un filosofo, che ne pensa di questa campagna elettorale urlata e fondata più sugli insulti che sulla dialettica? "Non si tratta di essere filosofi per accorgersi che questa campagna elettorale privilegia motivi futili alla presentazione chiara ed onesta delle cose che i partiti vogliono fare con i loro programmi. Più degli insulti, comunque da respingere, mi sembrano negativi certi atteggiamenti populistici o di rincorsa del consenso facile. Alla gente bisogna dire la verità, richiamandola al proprio senso di responsabilità. La luna nel pozzo può essere fatta vedere una volta, ma se si asciuga l'acqua della credibilità nessun sogno potrà più specchiarsi. Il problema non è sognare, ma poter raggiungere il sogno".