Una collezione viva e in continuo movimento, da fare invidia a qualunque grande spazio museale. La raccolta d'arte della Farnesina è oggi una realtà copiosa e copiosa. Centosessanta tra dipinti, sculture, mosaici e installazioni: come dire le opere italiane più rappresentative del Novecento, fino alla produzione contemporanea. Un nucleo prestigioso a cui si uniranno presto altri sessanta nuovi pezzi, scelti e inseriti guardando all' attività di accoglienza prevista durante il Semestre di Presidenza dell'Unione Europea. «Qui passano continuamente visitatori esterni, diplomatici stranieri, uomini d'affari, un pubblico di altissimo livello. Ora tutti potranno portare nel proprio Paese l'idea dell'arte contemporanea italiana. La collezione Farnesina, curata da Maurizio Calvesi, crea un'immagine di continuità nello sviluppo della cultura artistica italiana attraverso i secoli». L'ambasciatore Francesco Aloisi de Larderel, Direttore generale per la promozione e la cooperazione culturale del Ministero degli Affari Esteri, non risparmia entusiasmo parlando del progetto. E' seduto nello studio al quarto piano di questo austero palazzo testimonianza dell' architettura del Ventennio. Alle spalle, un dipinto futurista di Giacomo Balla del 1929, "Dinamismo astrale": 'Sta per essere riprodotto in una serie limitata di foulard, dono alle ospiti (per lo più, mogli di capi di Stato) attese in visita alla Farnesina. Archiviate le vecchie stampe ingiallite, ora non c'è area di rappresentanza, sala riunione, studio di ministro o di direttore generale che non possa vantare un'opera di questa stirpe. Il giro tra le sale è uno stordimento, a furia di riconoscere firme e segni inequivocabili. Nell'ingresso d'onore un'installazione di Michelangelo Pistoletto ("L'etrusco") accompagna idealmente la salita in ascensore dai sottosegretari. Prima di affrontare lo scalone che punta al piano del ministro, ci si imbatte prima nella videoscultura di Fabrizio Plessi, poi nello "Squarcio" di Aldo Calò, infine nei mosaici "Scene e gente d'Italia" donati da Sandro Chia. Tutte le collocazioni sonoragionate e simboliche. Tese a creare un legame con la tradizione artistica italiana attraverso i segnali del Novecento. In un continuo gioco di simmetrie e richiami al passato. Al primo piano, ecco i due grandi Burri che hanno riacceso la passione per questa collezione. Sono uno di fronte all'altro in questa sala che riunisce opere di Turcato, Marino Marini, Cascella, Capogrossi e Leoncillo. La prima e unica grande apertura della Farnesina, che ha mostrato la collezione al pubblico, risale al 2001 per la giornata del Fai. Proseguono invece con discrezione le visite guidate su richiesta. «L'architettura razionalista è perfetta per ospitare l'arte contemporanea, ecco un'equazione riuscita tra contenitore e contenuto» commenta Mara Girace. Insieme con Massimo Scaringella nel 1999 collaborò alla riapertura del ciclo . delle acquisizioni. Ora il testimone passa a Concetta Branciamore e Angela Tangianu, coordinate dal ministro Giancarlo Riccio. Nella sala dei Mappamondi, riservata a cocktail e conferenze, due grandi carte dì Sironi convivono con l'installazione di Mochetti "Gold Ferrari", ovvero un'auto da corsa d'oro zecchino in miniatura (scala 1:18) sospesa tra due grandi lampadari di vetro Venini, donati all'Italia dallo Scià di Persia. Un "panorama aperto" secondo la definizione di Calvesi, che si rinnova continuamente grazie al meccanismo dei prestiti di artisti, collezionisti, gallerie, e in cui si rincorrono anche nomi come Paladino.Kounellis, Ceroli, Accardi, D'Orazio e Consagra.
Il tesoro della Farnesina
La raccolta d'arte della Farnesina è una collezione viva e in continua evoluzione, con centosessanta opere italiane del Novecento e contemporanea. La collezione è curata da Maurizio Calvesi e crea un'immagine di continuità nello sviluppo della cultura artistica italiana attraverso i secoli. La collezione è stata ampliata con sessanta nuovi pezzi, scelti per la prossima visita guidata. La Farnesina è un luogo di grande interesse per visitatori esterni, diplomatici e uomini d'affari. La collezione crea un legame con la tradizione artistica italiana attraverso i segnali del Novecento. L'architettura razionalista del palazzo è perfetta per ospitare l'arte contemporanea.
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