Dopo la Casina delle civette e il Casino dei principi, è tornato agli antichi splendori anche il Casino nobile, l'edificio principale di Villa Torlonia, inaugurato ieri dal sindaco Walter Veitroni, dal sovrintendente ai beni culturali Eugenio La Rocca e dall'assessore capitolino alle politiche culturali Gianni Borgna. I lavori, durati venti mesi, hanno consentito di portare alla luce marmi, stucchi, mosaici. Risplende dopo trent' anni il tesoro di villa Torlonia. Inaugurato dopo decenni di lavori e polemiche il Casino Nobile dove abitò Mussolini. Veitroni: «Ci sono luoghi e monumenti offuscati dai sensi di colpa, contro cui la storia si accanisce. E ora di riscattare un edifìcio così ricco di opere d'arte» Il calvario del Casino nobile di villa Torlonia è finalmente concluso. Ed è caduto l'embargo delle recinzioni e dei lavori che per quasi trent'anni hanno nascosto alla vista questo ottocentesco scrigno di tesori, che dal 1925 al 1943, accolse Benito Mussolini e la sua famiglia. Una tormentata vicenda di abbandono e degrado che il sindaco Walter Veltroni evoca celebrando con un festoso sopralluogo i restauri ormai giunti al traguardo e l'apertura al pubblico di questa suggestiva palazzina museo. «Ci sono luoghi- commenta Veltroni- contro cui la storia si accanisce, monumenti offuscati da sensi di colpa, imbarazzi e ingiuste paure per le memorie che possono risvegliare. Villa Torlonia è tra questi, vittima, dopo la guerra, come accadde a palazzo Venezia, di una sorta di rimozione collettiva. Condannata a scontare con disattenzione e incuria il fatto di esser stata l'abitazione del Duce». «Riscattare un edificio storico così ricco di opere d'arte e di ricordi stratificati da questo rovinoso oblio e riconsegnarlo alla città, è dunque un evento doppiamente importante», conclude il sindaco, rispondendo indirettamente al gruppetto di giovani di An, che lo avevano salutato all'arrivo con uno striscione con cui lamentavano i tempi e le cifre dei restauri. E' vero, è costato una lunghissima attesa il rilancio di villa Torlonia, complicato dal degrado, dalle spogliazioni, dai crolli, che nel dopoguerra aveva inghiottito tutti gli edifici del parco e dalla difficoltà di trovare, oltre ai fondi, anche idee e destinazioni di reimpiego. Ma l'operazione, partita negli anni novanta con il recupero del Casino delle Civette e del Casino dei principi, è ormai vicina al traguardo: ad aprile - riepiloga Alberta Campielli, direttrice dell'ufficio ville storiche del Comune - riapriranno come ludoteca "la Limonaia" e il villino Medievale, in estate si concluderà la sistemazione del giardino, e si avvieranno i lavori di ripristino dello splendido teatro ligneo (centro culturale) e della Serra Moresca (ristorante della villa). Ma i risultati dell'intervento più complesso, quello appunto sul Casino nobile, due piani di pavimenti di marmo, soffitti istoriati, intarsi lignei e sale tappezzate di stucchi ed affreschi, dipinti dai migliori artisti del primo Ottocento romano, sono comunque di straordinario impatto. Ecco, restituita al suo splendore, la sala da ballo del piano terra, decorata con scene del Parnaso che rendono omaggio a Raffaello, idolo ispiratore di questo manipolo di artisti. Ecco al piano superiore la stanza da pranzo ovale che raccontava ed esaltava con le glorie di Alessandro Magno anche le virtù mecenatesche di Alessandro Torlonia. Ecco la sala di Bacco, le pitture in gran parte salvate ma al centro della volta il vuoto del tetto crollato negli anni Settanta. Eccolo smagliante spettacolo della saletta di Psiche e all'ingresso un pannello che documenta lo stesso interno prima della cura. Ed ecco la stanza del duce, un velario a baldacchino dipinto sulla volta, dove tra breve sarà risistemato anche il suo letto, un mobile in stile genovese, ora in mostra al villino dei Principi: in un corridoio vicino un video, montato dall'assessore Borgna, ricostruisce i ricevimenti, gli incontri pubblici, le cavalcate, del più celebre inquilino della villa. Ed ecco ad arricchire di altre suggestioni la visita, cui da oggi il pubblico sarà gratuitamente riammesso a scaglioni, lo stupefacente ipogeo, affrescato come una tomba etrusca, scoperto due anni fa. E il bunker segreto fatto costruire dal Duce, un labirinto di stanzette e porte blindate, costruite per metterlo al riparo dalle bombe e persino dall'eventuale uso di gas. Il progetto. Un museo in quelle sale e spazi gestiti dall'Archivio della Scuola romana Il futuro del Casino nobile è già tracciato: un museo destinato a ripercorrere la storia dei Torlonia, della villa sulla Nomentana e degli artisti che vi hanno lasciato la loro impronta. E come museo verrà tra breve attrezzato: vi saranno esposti anche mobili d'epoca, i pochi sopravvissuti alle razzie di vandali e ladri, e altri arredi dello stesso periodo, che in gran parte provengono dai vecchi allestimenti della Casina Valadier sul Pincio. Troveranno anche destinazione le sale del terzo piano, quelle un tempo destinate alla servitù, che ancora conservano tracce dei militari americani che vi si istallarono dopo l'arrivo a Roma. Su un muro le scalfitture delle freccette con cui giocavano a tiro al bersaglio come in un pub. Su un altro due curiosi affreschi, dipinti da un soldato sconosciuto: il ritratto di due esotiche danzatrici che evocano un ingenuo altrove di palme e sensualità. Ma l'idea forte per animare questi spazi di minor pregio è un'altra. Saranno affidati in gestione all'Archivio della scuola romana, diretto da Netta Vespignani. E utilizzati come gallerìa per mettere stabilmente in mostra le opere degli artisti, da Mafai a Guttuso, da Scìpione a Trobadori, da Donghi a Pirandello, che con apporti e stili diversi animarono le vita culturale di Roma tra le due guerre. Quadri che la futura fondazione già possiede o di cui sta trattando l'acquisizione da parenti dei pittori scomparsi. La documentazione cartacea, libri, diari, disegni, sarà invece sistemata nel vicino casino dei Principi, in spazi che si stanno allestendo al secondo piano.
Inaugurazione a Villa Torlonia. Il Casino nobile, splendori del primo '800
Il Casino Nobile di Villa Torlonia è stato inaugurato dopo 30 anni di lavori e polemiche. Il sindaco Walter Veltroni ha celebrato l'apertura con un festoso sopralluogo. Il Casino è stato restaurato e riaperto al pubblico dopo decenni di abbandono e degrado. Il complesso include sale tappezzate di stucchi ed affreschi, dipinti dai migliori artisti del primo Ottocento romano. La sala da ballo del piano terra è decorata con scene del Parnaso che rendono omaggio a Raffaello. La stanza da pranzo ovale racconta ed esalta le glorie di Alessandro Magno. La sala di Bacco è stata restaurata e presenta pitture in gran parte salvate. La saletta di Psiche è stata restaurata e presenta un affresco smagliante.
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