«Aperti al dialogo, ma fuori dal sistema. Sempre belli e fascisti». Alessandro Mereu, trentenne di Civita Castellana, un processo in corso per istigazione all'odio razziale, è uno degli animatori di Vertice primo , l'associazione di promozione culturale di estrema destra al centro dall'estate scorsa delle cronache cittadine. Prima un'occupazione all'asilo delle Farine, poi una serie di episodi violenti (culminati con l'accoltellamento di un giovane in pieno centro a Viterbo) dove Vertice primo è stato tirato pesantemente in ballo: «Prima aspettiamo la sentenza del giudice, poi commenteremo». Fatti, situazioni che hanno di nuovo alzato il livello dello scontro politico in città. Nelle ultime settimane l'iniziativa di Carlo Galeotti e Antonello Ricci: un appello contro la violenza, sottoscritto anche da Vertice primo per cercare di abbassare i toni. Un viatico verso il dialogo con una formazione di estrema destra, fascista e antisionista. Sabato scorso, una conferenza stampa. Oggetto: il problema abitativo nella Tuscia e nello specifico il problema di Angela, una settantenne cardiopatica di Tuscania, sfrattata, alla ricerca di un tetto sotto cui vivere. «Porteremo - dice Mereu - avanti la battaglia di Angela fino alla morte, una battaglia che la nostra provincia borghese ignora. L'emergenza abitativa è al centro della nostra azione politica: abbiamo costituito anche un coordinamento pronto ad accogliere le richieste di tutti, anche dei compagni». D'accordo Mereu, e se bussa alla vostra porta una coppia di immigrati? «Attenzione: prima vengono gli italiani. Poi ci potrà essere spazio anche per gli immigrati. Un'altra nostra battaglia è la lotta al precariato, quella maledetta e schifosissima legge Biagi va abolita». Casa occupazione: sembra sentir parlare Bertinotti «A dire il vero sono i compagni che da tempo si sono appropriati di quelli che erano i valori della gloriosa Repubblica Sociale, visto che per anni siamo stati ghetizzati. Ben venga invece il dialogo». Ecco, il dialogo con chi e in che modo? «Rimanendo fuori dal sistema vogliamo portare avanti le nostre idee, senza fare uso della violenza. Siamo fascisti è vero, ma non siamo mostri, non siamo gente che va in giro a spaccare le teste». Negli ultimi mesi però c'è stata un'escalation di atti violenza che vi ha visto protagonisti. «Lo ripeto: non andiamo a cercare nessuno, certo che se ci provocano ci trovano, e se le prendono se le tengono. Ma non mettiamo la violenza al centro della nostra politica. Sull'episodio dell'accoltellamento si devono ancora esprimere i giudici». Quali sono i vostri rapporti con la destra istituzionale? «Nessun rapporto, sono peggio dei comunisti, non ci hanno mai aiutato. Basti pensare cosa hanno fatto Rotelli, Gabbianelli e Bonatesta quando abbiamo occupato la scuole delle Farine: niente». Andrete a votare il 9 aprile? «Quest'anno dopo aver bruciato per tanto tempo le schede elettorali voteremo di nuovo: Fiamma Tricolore, Gianluca Iannone, un camerata che porta avanti a Roma il progetto "Casa Pound" contro l'emergenza abitativa. Come Action, solo che di destra. E quindi a Roma, con Veltroni, viene criminalizzata». Parafrasando le parole della Mussolini a Porta a Porta, meglio "froci o comunisti"? «Non ho alcuna problema contro nessuna delle due categorie. Peggio essere antifascisti, sono penosi. Perchè con la scusa dell'antifascismo militante ci impediscono da anni di manifestare, di esprimere il nostro pensiero, basta vedere cosa hanno fatto a Milano». La galassia dell'estrema destra è frastagliata e piena di contraddizioni. «E' vero: noi siamo fascisti, ma non antisemiti, bensì antisionisti. Stiamo dalla parte dell'Iran, dei palestinesi, degli iracheni». E se le diciamo Benito Mussolini a cosa pensa? «A un grande condottiero, non c'è dubbio».
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Alessandro Mereu, un trentenne di Civita Castellana, è uno degli animatori di Vertice primo, un'associazione di promozione culturale di estrema destra. Mereu è stato coinvolto in un processo per istigazione all'odio razziale e in episodi violenti, tra cui l'accoltellamento di un giovane a Viterbo. Vertice primo ha anche partecipato a un appello contro la violenza, sottoscritto anche da Mereu. Mereu ha parlato di una "battaglia di Angela", una settantenne cardiopatica di Tuscania sfrattata, e ha affermato che la sua associazione è pronta ad accogliere le richieste di tutti, anche di immigrati.
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