Annuncio dell'assessore Siliani in risposta a un'interpellanza Prima verrà stilata la diagnosi, poi sarà decisa la «terapia». Quindi il paziente sarà affidato «per circa due anni» alle cure di un «gruppo di lavoro». Il monumento del Nettuno di piazza della Signoria che paziente lo è davvero considerate le tante occasioni in cui è stato oltraggiato dai vandali ha bisogno di cure. Lo ha affermato l'assessore alla Cultura Simone Siliani rispondendo, all'inizio della scorsa settimana, a una interpellanza congiunta presentata il 10 febbraio due giorni dopo l'ultimo episodio di vandalismo: l'intrusione di un giovane nella vasca dai consiglieri comunali di Forza Italia Jacopo Bianchi ed Enrico Bosi. Al primo punto dell' interpellanza c'era la richiesta di lumi sull"«attuale forma di sorveglianza» del monumento. Argomento forte per i ripetuti assalti portati negli anni all'opera dell'Ammannati. e tornato d'attualità col recente sfregio (con un carboncino) subito da un'altra delle meraviglie di piazza della Signoria, il 'Ratto delle sabine' del Giambologna, sotto la Loggia dei Lanzi. Concludeva l'interpellanza con la richiesta di informazioni sul ventilato «radicale intervento di restauro, e in che tempi». Siliani, dopo aver risposto che la sorveglianza «non è affidata a una sola telecamera, ma a un sistema di telecamere che se non può di per sé impedire atti vandalici, consente però ai vigili del corpo di guardia di Palazzo Vecchio di intervenire con tempestività, come peraltro già accaduto il 9 febbraio scorso», ha poi specificato che il «gruppo di lavoro» chiamato a curare il Nettuno, coordinato dall'ufficio Centro storico patrimonio mondiale Unesco del Comune (comprende gli esperti del Servizio tecnico Belle arti del Comune stesso) sarà composto anche dalla Soprintendenza ai Monumenti, da quella ai beni Architettonici e dall'Opificio delle Pietre dure. Per le indagini diagnostiche si può ipotizzare ha concluso l'assessore alla Cultura «un breve periodo». Il celeberrimo Biancone è stata già oggetto di atti estemporanei di vandalismo gratuito. L'ultimo, grave episodio in ordine di tempo, e che ha fatto da premessa all'interpellanza dei due consiglieri di FI, risale all'agosto 2005: un giovane si arrampicò sulla statua causando la rottura della conchiglia e della mano del Biancone, prima di essere bloccato da un vigilante della società «Eliseo». Andando a ritroso, nel settembre dell'89 sconosciuti saltarono sulle gambe dei cavalli, spezzandone due; nel gennaio 1997 l'orecchio di un cavallo fu ritrovato sgretolato nell'acqua della vasca. Nel giugno dello stesso anno venne spezzata la zampa di uno dei cavalli. L'episodio portò anche a un duro scambio di vedute tra l'allora assessore alla Cultura, Guido Clemente, e il capo della polizia municipale del tempo, Marco Seniga, accusata di non vigilare a sufficienza. Ma i vigili urbani ribatterono con prontezza, sostenendo di essere troppo spesso impegnati a inseguire extracomunitari delinquenti. E comunque, di aver compilato per i funzionari rapporti molto precisi sui rischi per le opere. Nell'agosto '91 un uomo in mutande arrivò in cima al monumento e iniziò a colpire la corona del Biancone.