È assai intrigante il percorso espositivo ideato dall'Associazione città italiane patrimonio Unesco, che al Salone del Restauro ha allestito un'intelligente galleria di spunti e idee su come gestire e cosa salvare nella gestione delle città proclamate in Italia patrimonio dell'Umanità. Sono ben 36 i siti rientranti nella World Heritage List, ma il problema delle identità locali è ricorrente con cadenza pressoché costante. «Spesso - spiega il prof. Mario Bagnara, componente del consiglio direttivo dell'Associazione - si utilizzano materiali non coerenti con la tradizione locale, oppure si sviliscono i centri storici con costruzioni prive di qualunque armonia con l'ambiente urbano circostante. O ancora si adoperano colori che stridono con il contesto, o non si comprende che restaurare non vuoi dire solo mettere a nuovo, ma mettere a nuovo con criterio». La mostra intende dunque mostrare un catalogo di errori più frequenti, indicando ai sindaci delle città Unesco come gestire un patrimonio che trascende la comunità cittadina, e si proietta ad una fruizione planetaria. Ben otto comuni siciliani, grazie al loro splendido barocco, sono entrati nella lista Unesco. Anche in questo caso i suggerimenti non mancano. «Il barocco - prosegue Bagnara - da solo non può reggere un intero sistema turistico locale. In città come Noto, ad esempio, la conoscenza del barocco deve accompagnarsi a quella del liberty, o delle antichità. Altrimenti, dopo un'ora di visita il turista fugge via annoiato. Aree naturalistiche, o siti archeologici, devono insieme entrare a costituire il circuito virtuoso. Perché non creare anche un sistema con un'altra località Unesco, ossia Piazza Armerina? È vero, mancano i collegamenti viari. Ma la forza contrattuale di due città patrimonio dell'Umanità è senz'altro da sfruttare».
Patrimonio dell'umanità, ecco come gestirlo
L'Associazione città italiane patrimonio Unesco ha allestito una galleria di spunti e idee su come gestire e cosa salvare nelle città proclamate in Italia patrimonio dell'Umanità. Il problema delle identità locali è ricorrente, con l'utilizzo di materiali non coerenti con la tradizione locale, la sviluppo di centri storici con costruzioni inarmoniche e l'uso di colori stridenti. La mostra intende mostrare un catalogo di errori e indicare ai sindaci come gestire un patrimonio che trascende la comunità cittadina. In Sicilia, otto comuni barocchi sono entrati nella lista Unesco, e il prof.
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