NELLE sale del Grand Hotel Villa Igiea tornano gli arredi originali di Ducrot e gli affreschi recuperano le tonalità solari originarie. Ma c'è di più: le 114 camere e l'intera struttura ideata da Ernesto Basile sono state recuperate con un lavoro di restauro che ha coinvolto un po' tutti gli aspetti, dalle decorazioni agli impianti elettrici, dalle boiserie alle moquettes. Costo totale dell'operazione, 12 milioni di euro. La struttura alberghiera, di proprietà dal 1998 del Gruppo Acqua Marcia di Francesco Bellavista Caltagirone, è stata affidata alle cure di Giorgio Pes, un architetto che di bellezza se ne intende : tra i suoi lavo -ri, la collaborazione con Luchino Visconti per le scenografie del film II Gattopardo proprio a Palermo e la ristrutturazione di Villa Madama e Palazzo Chigi. L'incarico più recente arriva direttamente da Silvio Berlusconi, che gli ha chiesto di progettare l'interior design della sua abitazione. Il risultato? Ottimo, si direbbe. «Il presidente è rimasto così contento dice Giorgio Pes che mi ha presentato Vladimir Putin. Adesso sto lavorando ai restauri di San Pietroburgo e del Cremlino». Tanto contento, il premier, da scrivergli anche la presentazione del catalogo che raccoglie il suo lavoro di una vita, e che co -me sottotitolo recita: «Da Visconti a Berlusconi». In comune i due hanno il simbolo dei Visconti di Modrone, il biscione per l'appunto, seppur pervenuto con differenti modalità. Affacciandosi sulla terrazza che da sul mare l'architetto dice : «Qui sono passati i più grandi personaggi, questo luogo condensa la bellezza dell'Isola». È stato sempre l'architetto Pes a scegliere le modalità di esposizione del quadro di Boldini che ritrae donna Franca Florio, appena acquistato da Sotheby's e riportato nella sala al pianterreno. «Pulendo gli affreschi dice l'architetto abbiamo recuperato le tracce originarie che sono state una guida preziosa per ricostruire esattamente com'era la parte decorativa». Nata come sanatorio per volere della famiglia Florio, divenuto poi luogo d'incontro per regnanti, politici e artisti del Novecento, Villa Igiea è un trionfo del Liberty. «Con gusto tipicamente siciliano» spiega l'architetto, che aggiunge: «Questa mattina mi sono seduto sulla stessa sedia Ducrot su cui la mattina aspettavo Luchino Visconti mentre giravamo II Gattopardo. Ho dei ricordi speciali di quelle giornate. Pensi che solo per la scena del ballo abbiamo impiegato 45 giorni». Già, quegli stessi arredi che erano finiti in magazzino insieme alle creazioni di Basile. E che adesso sono stati recuperati. Nella sala degli Specchi le pitture ispirate al gusto orientale che trionfava in quegli anni come «le cineserie» rivelano adesso una particolare luminosità, liberati da polvere e sporco. Ripristinato anche l'oro degli specchi e delle decorazioni «in foglia, intendiamoci specifica l'architetto». Gli esterni della struttura sono stati totalmente ridipinti, così come le decorazioni sia interne che esterne, segnate dalle geometrie e dai motivi naturalistici della Belle Epoque. Uno studio attento per riportare la struttura agli antichi splendori, senza cambiare nulla in questo luogo di fascino immutato. Delle suitesin quella di settanta metri quadri era ospitato Richard Burton durante la lavorazione del film di Visconticosì come di tutte le stanze, Giorgio Pes ha molti ricordi. Nel 1962 per lavorare con Visconti ha trascorso un anno ospite dell'albergo. Degli attori ricorda: «La Cardinale? Diligente e precisa. Burton? Bellissimo: arrivò cow boy e andò via da principe di Lampedusa. Alain Delon invece dovette scappare da Villa Igiea dopo qualche tempo, assediato dalle ragazze».