CATANIA. Nel contesto del Salone Mediterraneo del restauro e conservazione dei Beni culturali e ambientali che propone gli splendidi esempi fotografici del patrimonio artistico mediterraneo, si è aperto ieri alle Ciminiere un importante convegno sugli "Stati generali dei Beni culturali ed ambientali di Sicilia." Numerosissimi e illustri i relatori -direttori dei Musei regionali, soprintendenti e direttori di Servizio convenuti da tutta l'isola e da Algeria, Bosnia Erzegovina, Cipro, Francia, Palestina, Spagna, Tunisia e Marocco - che hanno parlato, in mattinata, su temi come la tutela e la fruizione, la catalogazione e l'informatizzazione, la prevenzione, i problemi e le prospettive, i percorsi archeologici multimediali, l'identità culturale: da Gesualdo Campo a Gioacchino Vaccaro, Maria Grazia Branciforti, Gian Filippo Villari, Guido Meli, Salvatore Tusa, Beatrice Basile. E, nel pomeriggio, Fabio Granata, Marco Salerno, Carlo Pastena, Francesco Santalucia, Maria Costanza Lentini, Fulvia Caffo. Quello di ieri è stato un appuntamento, come si può intuire, emozionante che vede finalmente concretizzarsi un progetto lungamente accarezzato. Tanti, gli interventi: soprattutto tecnici. Fra gli altri, particolarmente interessante è apparso quello di Gesualdo Campo che si è soffermato sulla nascita del Distretto del SudEst che consentirà di provvedere, con una politica unitaria, alle azioni di conservazione e manutenzione dei Beni. Al tempo stesso, però: "Desidero far notare che Catania non ha solo il barocco ma altre forme d'arte preesistenti alla ricostruzione settecentesca o rimaste indenni, come ad Acireale, Randazzo, Bronte. Anche questo patrimonio artistico deve essere tutelato e maggiormente valorizzato." Infine il relatore più atteso, Fabio Granata: "In una fase nella quale si passa dalla tutela e dalla custodia alla valorizzazione dei Beni culturali, anche le figure professionali devono cambiare e l'intero assetto organizzativo delle Soprintendenze deve essere trasformato attraverso provvedimenti legislativi. Noi puntiamo a creare le condizioni per dare autonomia finanziaria e gestionale a tutti i Musei. "Questo servirà a rendere managerialmente responsabili coloro i quali creano le condizioni di coordinamento di queste istituzioni culturali. Un'altra novità sarà la Soprintendenza del mare: perché riteniamo che in campo di tutela dell'archeologia subacquea occorra una figura che coordini le questioni delicate e particolarissime legate a questo segmento. E infine un'attenzione al rapporto fra pubblico e privato in una fase in cui i servizi aggiuntivi saranno gestiti da un'impresa privata. Ma tutto ruota intorno a questo contesto: si passa dalla tutela e dalla custodia, alla valorizzazione. "Questo implica - ha aggiunto l'assessore regionale ai Beni culturali - uno sforzo di ripensamento delle figure, delle valorizzazioni, ma anche dei compiti e dei ruoli."
Beni culturali, si cambia. Un convegno internazionale a Catania
Ieri si è tenuto a Catania un convegno sugli "Stati generali dei Beni culturali ed ambientali di Sicilia". Numerosi relatori provenienti da tutta l'isola e da altri paesi hanno parlato di temi come la tutela e la fruizione, la catalogazione e l'informatizzazione, la prevenzione, i problemi e le prospettive, i percorsi archeologici multimediali e l'identità culturale. Il convegno ha visto l'apertura di un progetto per la tutela e valorizzazione dei Beni culturali e ambientali della Sicilia.
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