Dalla salvezza della Spoleto-Norcia all'ultimo allarme per il Prg SPOLETO - Non è stato solo un convegno per celebrare i quaranta anni di presenza in città e per sancire il passaggio di testimone da un presidente di sezione ad un altro. L'incontro- dibattito organizzato sabato scorso da Italia Nostra alla galleria civica d'Arte Moderna di palazzo Collicola e al quale erano presenti il sindaco Massimo Brunini, gli assessori Giorgio Flamini e Patrizia Cristofori è stato anche un momento di verifica e di denuncia, nel quale sono scorsi sotto gli occhi di una gremita platea, quaranta anni di lavoro e di battaglie in difesa dei beni culturali e ambientali. A cominciare dal 1966 quando la sezione locale Spoleto-Foligno venne istituita dal professor Bruno Toscano per tentare di salvare, purtroppo invano, la linea ferroviaria Spoleto-Norcia. Da allora, molti sono stati gli interventi nei quali l'associazione si è spesa, da sola o insieme ad altre associazioni ambientaliste. Roberto Quirino, presidente della sezione locale fino allo scorso anno, ha illustrato le battaglie intraprese in questo ultimo periodo: dal cosiddetto "Svincolo Sud" al rischio di transitabilità alle auto del percorso pedonale detto "Giro dei Condotti", alla salvaguardia dell'Eremo di Sant'Elisabetta. Infine, ha dichiarato: "Lascio un'eredità pesante a chi mi succederà, anche se ha tutte le capacità per poter sostenere il peso di queste battaglie". Francesco Bachetoni, nuovo presidente della sezione di Spoleto alla sua prima presentazione ufficiale in pubblico, ha quindi voluto tracciare qualche linea programmatica, sintetizzando gli obiettivi del suo mandato: "Difesa del paesaggio e recupero dei centri storici; attenzione ai temi della tutela dell'ingresso sud di Spoleto e del percorso pedonale del Giro dei Condotti; allarme per il nuovo Piano Regolatore che prevede 9 milioni di metri quadri di nuova edificabilità: prima di consumare altro territorio - ha detto il neopresidente - bisogna utilizzare l'esistente". Sono poi intervenuti l'urbanista Paolo Berdini e l'architetto paesaggista dell'università di Viterbo, Sofia Varoli Piazza: entrambi, da punti di vista diversi, hanno sottolineato i molteplici valori del paesaggio locale ma anche i rischi di degrado ai quali esso, senza l'adeguata attenzione, si trova oggi ad essere sottoposto. "In particolare - ha sottolineato Varoli Piazza - il paesaggio va considerato una risorsa e bisogna rendersi conto che per ogni intervento sbagliato è un'economia che viene frenata. E' necessario perciò che le amministrazioni siano più severe, controllando anche la qualità e la tipologia delle nuove architetture, dalle case ai supermercati, che oggi tendono ad una dilagante omologazione".