Il confronto. La Soprintendenza ai Beni culturali incontra gli studenti universitari Quale il ruolo della Soprintendenza e come ci si rapporta nei confronti di economia e territorio. Di questo si e' parlato nei giorni scorsi durante un incontro organizzato dal Cral aziendale della Bapr in collaborazione con la facolta' di lingue di Ragusa e con la stessa Soprintendenza. Un appuntamento servito ad approfondire compiti e competenze della Soprintendenza ma anche a comprendere meglio le aspettative del territorio. L'incontro, divenuto vero e proprio seminario d'approfondimento per gli studenti universitari, e' servito a rilanciare un'intesa che potra' portare a future collaborazioni in ambito culturale. Interessante la relazione dell'architetto Giorgio Battaglia, funzionario della Soprintendenza. A seguire anche un vivace dibattito. Battaglia ha rilevato che in quella sede rappresentava l'organismo di tutela ambientale che "finora è stato visto dalla collettività solo e soltanto come fabbrica produttrice di pratiche e vincoli. Abbiamo la necessità di farci conoscere dalla gente ha detto Battaglia perché è solo con la collaborazione, la più ampia possibile, che potremo raggiungere obiettivi e risultati che stanno a cuore a tutti, che sono fondamentali per lo sviluppo sociale, culturale e quindi anche economico del territorio. E' vero che fino adesso ha continuato il dirigente regionale il nostro ufficio è stato visto solo come astratta entità che pone vincoli e rilascia autorizzazioni, ma molto deriva dal fatto che la sede di Ragusa è autonomamente operativa solo dal un decennio. Prima di allora siamo sempre stati legati a Siracusa, con quanti disagi e problemi sono immaginabili. È nell'interesse collettivo ed in particolare dell'Ufficio che rappresento ha concluso Battaglia aprirsi alla realtà provinciale ed avere quanti più contatti è possibile". Temi utili ad ulteriori contributi ed approfondimenti anche sulle tendenze che cambiano con i tempi. In tal senso l'intervento della professoressa Gaudenzia Flaccavento che ha rilevato come anche il Duomo di Ibla, oggi da tutti visto come esempio barocco di rilievo, all'epoca potra' essere sembrato "un pugno nello stomaco per i ragusani dell'epoca, che non potevano essere abituati ad una enorme massa di pietra splendente inserita nel contesto delle casette e di qualche palazzo nobiliare". Se allora qualcuno avesse bloccato il genio creativo del Gagliardi, sicuramente Ibla non avrebbe potuto godere di questo patrimonio cosi' importante.