Cgil Cisl e Uil firmano l'accordo. Via agli esodi incentivati. Fials contro: «Trattiamo col Cda» II Teatro del Maggio prova a cambiare pagina. I sindacati Cgil-Csil e Uil hanno firmato, presenti il commissario straordinario Salvatore Nastasi in prorogazio dall'8 marzo e il sovrintendente Francesco Giainbrone, il piano di risanamento e di rilancio che consentirà al Maggio di fare i primi passi per uscire dalla crisi. Via dunque agli incentivi agli esodi volontari e alla sospensione del premio di risultato. 11 riassetto del teatro che prevede, come richiesto dai sindacati anche cambi alla dirigenza, non andrà a toccare gli organici delle masse artistiche e tecniche. Qualora dovessero esserci uscite incentivate dall'orchestra, queste verrebbero subito rimpiazzate. LA FIALS NON FIRMA Ma manca la firma del sindacato autonomo della Fials, che rappresenta gran parte dell'Orchestra e che ha sempre seguito la trattativa. Ciò sta creando dei malumori all'interno del Comunale, a Palazzo Vecchio, in Regione e in Provincia. Nastasi si dichiara comunque soddisfatto, elogia i sindacati, ma nello stesso tempo non nasconde l'amarezza per la linea dura della Fials. «Ciò mi ha molto colpito ed è difficile da comprendere. Speravo in una firma comune. In questi mesi ho dimostrato elasticità, ritengo che questo sia un piano economico solido, di assoluto rigore e trasparenza. La porta è comunque aperta». Rammarico anche da parte di Giambro-ne: «Al Maggio serve serenità, abbiamo lavorato e da parte di Nastasi ho visto una grande disponibilità». VIA AGLI ESODI «È il primo accordo a livello nazionale - spiega Nastasi - dove da un lato si ammette la situazione generale, dall'altro si individua un percorso che consentirà alla Fondazione di avere un bilancio in pari fino al 2007. Ma soprattutto si mette a frutto il fondo speciale dell'Ente Cassa di Risparmio di 3,20 milioni per gli incentivi agli esodi nel 2006 e 2007». Già individuate le categorie: quelli che hanno raggiunto i requisiti di anzianità ma non di vecchiaia ai quali verranno riconosciute per legge 10 mensilità in più oltre la normale liquidazione e quelli che godono o no del bonus Maroni (anche loro usufruiranno delle 10 mensilità). Oltre a questo coloro che matureranno i requisiti nel 2007 si vedranno versare i contributi mancanti fino al 31 dicembre. «Il nostro obiettivo minimo è di 40 unità, se ce ne dovessero essere di più, è tutto un guadagno», ha detto Nastasi. Prevista poi la sospensione del premio di risultato e dell'accordo economico del 2004 sulla maggiorazione di alcune voci stipendiali (la decurtazione dello stipendio è del 7 per cento) voci queste che saranno ripristinate nel biennio 2008-2009 se si presenteranno le condizioni giuste come il ripristino del Fus e il pareggio di bilancio. «TRATTIAMO CON IL CDA» Un fatto è certo. Dopo aver accettato la scorsa settimana il preliminare dell'accordo la Fials si è tirata indietro, inviando al commissario una lettera in cui si afferma che «per il momento» non firmano e che presenteranno una loro proposta quando il nuovo Cda sarà al completo (dopo le elezioni). «Abbiamo fatto un paio di assemblee - ha spiegato il segretario Luciano Di Labio - e non firmiamo per una serie di motivi. Prima di tutto, perché come già annunciato dal sottosegretario per lo spettacolo Borio, nell'assestamento di bilancio di fine aprile il Governo ha previsto l'integrazione del Fus riportandolo ai livelli della finanziaria del 2005. Al nostro teatro rientreranno cosi 4 milioni di euro. D'Alema parla poi di un reintegro al livello del 2001 qualora dovesse andare al Governo il centro-sinistra. È solo questione di mesi, perché tutta questa fretta? E poi l'accordo, se ci sono le condizioni giuste, noi lo sigliamo solo dopo che sarà stato visionato dal Cda, l'unico interlocutore re ale». Come detto da Nastasi, l'accordo sarà applicato. Ma Fials promette battaglia: «Non staremo a guardare, non accettiamo ciò che non abbiamo firmato».