Da oggi sarà sorvegliata a vista giorno e notte da agenti in borghese L'ALLARME A fine novembre il Gspc progetta un attentato in una chiesa del nord-Italia I SIMBOLI San Petronio nel mirino per l'affresco che raffigura Maometto all'inferno BOLOGNA A messa con la polizia. Blindata a Bologna la basilica di San Petronio per il rischio di un attentato di matrice islamica. Da questa mattina la chiesa più amata dai bolognesi sarà sorvegliata giorno e notte da agenti in borghese, un dispositivo di sicurezza che impegnerà decine dì uomini fra carabinieri, poliziotti e uomini della Guardia di Finanza. Una ta-sk force mai vista prima. Possibile obiettivo, riferisce un'informativa del Viminale inviata in Questura, l'affresco quattrocentesco di Giovanni da Modena che raffigura la cacciata di Maometto all'inferno, da sempre inviso agli islamici. Fedeli sotto "osservazione", insomma, e già da ieri mattina gli investigatori si sono messi al lavoro con la massima discrezione. Proprio di quell'affresco, e della possibilità di fare un'azione eclatante, ha parlato alla fine di novembre un giovane marocchino arrestato in Grecia con documenti falsi. Agli uomini dell'antiterrorismo di Rabat disse che un Emiro legato al Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento, una costola del "Già" algerino, progettava «di fare un attentato in Italia in una città del centro nord, nei primi mesi dell'anno. In quella chiesa dove c'è il quadro del Profeta». Tutto confermato, poi, ai primi di dicembre dall'Emiro, arrestato in Algeria. «Ho impartito l'ordine di tare un attentato in ltalia, in una chiesa importante del nord. I fratelli si organizzano da soli: decidono i tempi e i modi e trovano l'esplosivo». Qualche tempo dopo finisce in carcere in Francia un altro marocchino legato al Gspc: a casa sua gli agenti trovano armi e 19 chili di esplosivo. Vengono informate le Procure di Milano e Bologna. E adesso il ministero dell'Interno, nel timore che qualcun altro possa passare all'azione, ha ordinato il piano di massima sicurezza per San Petronio, dove già da mesi le telecamere di sicurezza sorvegliano l'altare, la navata centrale e soprattutto la cappella con l'affresco di Giovanni da Modena. Sono le stesse telecamere che nell'agosto di quattro anni fa filmarono cinque persone considerate sospette: quattro giovani immigrati e un accompagnatore che riprendevano ogni cosa con una videocamera, con un'attenzione particolare per il grande crocifisso sull'altare maggiore della basilica. In pochi istanti i "sospetti" furono circondati dai carabinieri, portati in caserma e arrestati. «Temevamo di perderli, non potevamo lasciarli andare», dissero gli investigatori. Solo dopo si scoprì che erano soltanto dei turisti in giro per Bologna, accompagnati da una guida. Il giorno dopo, tutti rilasciati con tante scuse.
Bologna, allarme terrorismo blindata basilica di San Petronio
La basilica di San Petronio a Bologna sarà sorvegliata a vista giorno e notte da agenti in borghese a causa di un'ipotetica minaccia di attentato. L'obiettivo sarebbe l'affresco quattrocentesco di Giovanni da Modena che raffigura la cacciata di Maometto all'inferno. Un giovane marocchino arrestato in Grecia con documenti falsi aveva parlato di un Emiro legato al Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento che progettava un attentato in Italia. L'Emiro, arrestato in Algeria, aveva confermato l'ipotesi. Inoltre, un altro marocchino legato al Gruppo salafita era stato arrestato in Francia con armi e esplosivo.
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