18-MAR-2006 il Giornale Quello che sto indicando, e che vale per vari luoghi, era stato evocato fin dagli anni Cinquanta, quando la catastrofe era iniziata. Lo abbiamo letto in più occasioni, e potremo leggerlo ancora, da Leo Longanesi per esempio. È stato indicato anche negli anni 70 e '80 da Testori, e prima di lui da Pasolini. È stato indicato ed è indicato oggi da me, ma anche da Ceronetti con altrettanta preoccupazione. Quello che stupisce è che la stessa condizione la ritroviamo in un testo del 1986, dal titolo tragico, Estensione, uno sfacelo di Thomas Bernard, lo scrittore austriaco che, attribuendo al potere, ai Governi, questa inclinazione distruttiva, scrive: «II Governo aziona una mostruosa macchina di annientamento, in cui ogni giorno viene di-strutto tutto ciò che mi è caro. Le nostre città sono irriconoscibili, il nostro paesaggio, per ampie distese, ha perso ogni attrattiva. Le regioni più belle sono diventate vittima dell'avidità di denaro e di potere dei nuovi barbari. Là dove si erge un albero grande e bello, viene abbattuto! Dove esiste un magnifico palazzo antico, viene demolito! Là dove un delizioso ruscello scorre a valle, viene rovinato! In generale, ogni cosa bella viene calpestata con l'ipocrisia più disgustosa che si possa immaginare! Tutto ciò che abbia, anche lontanamente, a che fare con la cultura, viene guardato con sospetto! Chi vuole estinguere, uccidere è oggi all'opera!». Ecco, questo è il concetto espresso negli anni Settanta, in modo memorabile, anche da Pasolini, quando osservava sempre più rarefarsi la bellezza della memoria dei luoghi, in cambio di qualcosa di indistinto che lui denominava «omologazione», non solo culturale ma anche visiva. Il fatto che, negli stessi anni, o poco dopo, Thomas Bernard abbia indicato la stessa cosa, evidentemente, non solo segnala che ci sono ocelli vigili, ma anche disperati, per i quali è evidente che non c'è nulla da fare. Non si può resistere all'avanzata dei nuovi barbari, i quali in nome di falsi principi, anzi di nobili principi, ma interpretati in modo falso, stabiliscono, per esempio, la necessità dell'energia pulita. Ogni giorno in Italia vedo cose che non vorrei vedere, e ho letto del disastro ambientale dell'Alta Murgia. Non vorrei che così fosse, ma forse avremo notizie allarmanti e comunque tali da chiamare a reagire i cittadini più sensibili. Il degrado che si è prodotto, il disastro è di inaudite dimensioni, di inaudite proporzioni. In questo momento in Puglia c'è stata una sorta di approfondimento della conoscenza e quindi un ripensamento. C'è stata una moratoria ancora in vigore per l'eolico, e tutto (come dicevamo noi da tempo), deve essere rinviato a una pianificazione più razionale, che soltanto un piano energetico regionale può darci. Infatti, l'assessorato regionale e il nuovo presidente Vendola stanno predisponendo un piano energetico regionale, che deve tener conto delle nostre prerogative. Cioè, noi non siamo contrari all'eolico in generale, ma siamo contrari all'eolico qui, sulla Murgia, soprattutto in questo modo: con pale obsolete, con tecnologie obsolete che non produrranno nessun beneficio.