Sono venute alla luce anche alcune tombe realizzate prima della costruzione dei cimiteriPreviste altre ricerche che costeranno circa un milione di euro ASCOLI - Di recente, illustrando i lavori di recupero del Chiostro Maggiore di S.Francesco, curati dalla Sovrintendenza, anticipammo che sarebbero stati effettuati sondaggi nel sottosuolo controllati dalla Sovrintendenza Archeologica, al fine di verificare se esistono reperti di un certo interesse. Martedì scorso, sotto la direzione di archeologi indicati dalla Sovrintendenza ad hoc, sono iniziati i primi sondaggi effettuati da operai della Impresa Crucianelli, appaltatrice dei lavori. La zona prescelta è stata quella che un tempo era adibita a pescheria. Ieri mattina le prime risultanze degli scavi che, come vedremo, erano state ampiamente pronosticate, data la presenza dell'attigua chiesa di San Francesco. La scoperta ha riguardato, infatti, antiche strutture (ampie tracce di murature in particolare) che comprovano quanto storicamente è noto: e cioè che nelle adiacenze di antiche chiese o di monasteri venivano seppelliti i morti. I pubblici cimiteri, va ricordato - vennero istituiti intorno al primo ' 800. Le strutture venute alla luce riguardano nello specifico murature di contenimento di residui cemeteriali, quali tombe ed altro. Tombe, tra l'altro, che in tempi non recenti risultano essere state già manomesse. E con le tombe alcune ossa umane, testimonianza inoppugnabile e indicativa della funzione di quel terreno. Inoltre negli anni scorsi, effettuando lavori nell'altra zona della pavimentazione, vennero egualmente trovate delle ossa umane. Cosicché la direttrice dei lavori, architetto Maria Gabriella Alboini con la dirigente dell'Archeologico, professoressa Cecilia Profumo, sono andate a colpo sicuro per il sondaggio di martedì. La chiesa monumentale di San Francesco risale al 1258 quando fu posta la prima pietra benedetta da papa Alessandro IV, mentre il Chiostro Maggiore ebbe inizio nel 1565. Dove, fino a ieri si svolgeva il mercato delle erbe, un tempo era una specie di orto intercluso e difeso con mura dall'esterno. Chiaramente i frati usarono questo spazio di terra per i morti che altrimenti non esistevano altri luoghi per la loro sepoltura. Non è stato precisato se saranno effettuati altri sondaggi sotto l'attuale pavimentazione del Chiostro Maggiore. Verranno invece portati avanti altri lavori di somma urgenza riguardanti opere strutturali. Quando, negli anni Trenta, venne modificato radicalmente l'antico complesso, vennero abbattute le mura di cinta così che vennero in luce gli archi su colonne corinzie, a ridosso di un portico trecentesco i cui archi acuti sono rimasti a fronteggiare via del Trivio. Ebbene queste colonne ed i loro supporti necessitano di rinforzi legati al cedimento delle fondazioni. Un ulteriore ciclo di lavori riguarderà proprio la revisione delle strutture (colonne, tetto e lo stesso del Tempio di San Francesco) finanziati con la legge 36 del terremoto. Lavori piuttosto complessi se si pensa che sono stati finanziati per oltre un milione di euro e fanno parte del Piano comunale delle opere pubbliche. Si allontana perciò il preventivato termine dei lavori prima che il Chiostro Maggiore - se non sorgeranno divieti della Sovrintendenza - possa tornare ad ospitare il tradizionale mercato delle erbe, attualmente trasferito in piazza S.Agostino.